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Pasqua 2012: Prenotare vacanze economiche con il web


pasqua 2011 pranzoSta arrivando la Pasqua 2012 e cosa c’è di meglio che trovare un’offerta viaggi low cost per l’Italia e l’Europa?

Grazie al web, è possibile prenotare vacanze economiche e risparmiare sui costi di agenzia.

Per la Pasqua 2012 si trovano molte offerte viaggi da non perdere per qualsiasi meta.

Tra le offerte più convenienti troviamo la Toscana, gli agriturismi, Roma, la Sicilia e la montagna, ma anche le Capitali Europee come Londra, Parigi, Barcellona e Praga.

Per l’Europa ci sono offerte Pasqua 2012 low cost che offrono il volo e l’hotel con prezzi da 250 euro. I migliori portali per vedere le offerte in questione sono Opodo, lastminute.com, expedia e e-dreams.

Convenienti anche i voli low cost che si possono trovare in offerta su Skyscanner.

Se preferite le offerte Pasqua 2012 in Italia troverete di tutto; da hotel con pacchetti speciali per centri benessere (soprattutto in Toscana, Ischia e in montagna) e soggiorni in agriturismo o nelle città d’arte.
Potete vedere il sito booking.com per trovare hotel scontati e offerte speciali per Pasqua.

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Il Fisco controlla tutti i pagamenti, anche quelli via web


La Guardia di Finanza sta solo facendo il suo lavoro, e la lotta all’evasore è un bene per il paese. Più persone pagano meno paghiamo tutti.

E in più, molte delle nuove entrate possono essere utilizzate per potenziare i servizi al cittadino. E per favore…non nascondiamoci dietro la scusa del: “Come no…voglio proprio vedere se è così”.

In Scandinavia, Norvegia per l’esattezza, l’equazione è stata esattamente rispettata. Cos’è…ci sentiamo inferiori alla Scandinavia?

I primi dati della lotta all’evasione fiscale hanno dato buoni frutti: 11,5 milioni di euro già recuperati. E’ vero, l’occhio della Gdf è entrato nelle nostre tasche, nei nostri conti. Ma non pensate che prima fosse diverso. Dai social network fino alle telecamere a circuito chiuso che ci filmano 24 ore su 24, siamo sempre stati spiati.

Prima c’era la connivente volontà politica – leggi depenalizzazione del reato di evasione fiscale – di chiudere un occhio.

Oltre a maggiori controlli sui nostri conti, c’è stata l’introduzione del redditometro. Termine reboante che fa pensare a un cervellone elettronico o ha un mega computer. Niente di tutto questo. Come spiega il Direttore dell’agenzia delle Entrate Attilio Befera, si tratta di “uno strumento – a disposizione dei contribuenti – che consente di rilevare la coerenza tra le loro spese e il reddito che hanno dichiarato”.

Ma questo non vuol dire che un megacervellone non esista: si chiama infatti Serpico, ed è utilizzato per analizzare e incrociare i dati. E’ una delle armi più potenti dell’agenzia insieme alla task force di 007, ai blitz, al tutoraggio e alla tracciabilità dei pagamenti. Anche quelli fatti via web.

Rispetto al precedente meccanismo, che era basato sul rapporto fra la disponibilità di alcuni beni e quanto dichiarato, il nuovo redditometro si basa sulla spesa effettiva e presuppone, quindi, una coerenza tra il reddito dichiarato e la capacità di spesa.
Fonte: leggioggi.it

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La migliore offera nella tua città


In periodi di crisi quali quelli che ognuno di noi starebbe in questi ultimi anni vivendo, un grosso aiuto, in termini di risparmio e convenienza, potrebbe a noi giungere dalla tecnologia e, più in particolare, dal mondo di internet e degli smartphone.

Sono sempre più numerose, infatti, le applicazioni, sia web che non, nate con l’unico e preciso scopo di aiutare qualsiasi utente:

- a calcolare il proprio consumo (sia esso di carburanti piuttosto che di energia elettrica oppure ancora di gas)

- a ricevere utili consigli (siano essi relativi al risparmio piuttosto che al consumo consapevole)

- a risparmiare grazie alla segnalazione dei prezzi maggiormente convenienti piuttosto che della tariffa maggiormente adatta alle nostre esigenze.

In quest’ottica nasce, dopo il grandissimo successo ottenuto sul web, l’applicazione PromoQUI, disponibile alternativamente sia per Android che per iOS, gratuitamente scaricabile, facilmente utilizzabile.

PromoQUI, per chi non lo sapesse, è una geniale applicazione, nata inizialmente semplicemente come applicazione web, che consente al consumatore di conoscere, in tempo reale e senza alcuna difficoltà, in quali dei molti punti vendita siti nei pressi della propria abitazione potrebbe trovare il determinato prodotto al minor prezzo.

Per far ciò, in maniera molto banale ma non per questo inefficace, PromoQUI raccoglie sia le indicazioni degli utenti sia le notizie reperibili mediante giornali, locali o nazionali, volantini o siti web ufficiali dei negozi selezionati.

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Come guadagnare sul mercato delle valute in modo automatico


Da quando il Forex ha iniziato a diventare famoso grazie ad una massiccia campagna pubblicitaria seguita dall’offerta di una miriade di broker specifici per lo scambio delle valute si sono moltiplicati sul web prodotti dedicati alla famosa piattaforma Metatrader che promettono di guadagnare sul mercato delle valute in modo automatico.

Di questi EA (o trading system se si preferisce) pre-confezionati è pieno il web e ne troviamo in continuazione di nuovi, ma solo pochi resistono alla “prova del tempo” per chissà quale motivo e diventano dei veri e propri casi di discussione per le comunità mondiali di trader (o aspiranti trader) su internet.

La prima domanda che viene in mente quando ci si trova di fronte a prodotti simili è sicuramente “funziona?“.

La risposta per quanto la si cerca difficilmente si potrà trovare ed ora spieghiamo il perchè; si tende sempre a cercare certezze negli affari ma la verità è che le cose possono sempre andare diversamente da come previsto e per questo su internet troveremo sia chi parla bene di FapTurbo sia chi invece lo demonizza chiamandolo anche “scam”.

La verità è che si tratta di un semplicissimo sistema a “martingala” (quindi a raddoppio) che altro non fa’ che aprire posizioni raddoppiandone l’importo qual’ora le stesse vengano chiuse in perdita. Aggiungendo qualche semplice regola di money management ed un segnale qualsiasi di ingresso a mercato per la prima posizione, ecco che il trading system è pronto ed i guadagni, in determinate condizioni di mercato, sono assicurati. Se il mercato su cui il sistema è posizionato farà movimenti che costringono a più reverse di fila tanto che si finisce il margine per raddoppiare le posizioni allora il default è assicurato.

Secondo la teoria riconosciuta il “raddoppio” porta ad un rischio che diminuisce con l’aumentare del capitale (si intende in realtà il capitale relativo all’entità delle singole “giocate”) che ovviamente diventa zero nel caso teorico di capitale infinito; ecco quindi che avendo a disposizione un capitale limitato, l’uso dello stesso estremamente misurato ed un po’ di fortuna (o semplicemente la differenziazione degli investimenti sui vari cross) possono portare un sistema perdente sulla carta come un semplice raddoppio a concreti guadagni, dividendo l’opinione sui forum del settore.

In ogni caso, il problema dei sistemi è che per un rischio sopportabile il capitale da impegnare è veramente enorme e più questo viene “ristretto” più il rischio aumenta esponenzialmente, portando nel medio-lungo periodo una buona fetta di utenza a perdite insostenibili.

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In aumento le truffe via web


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I primi a lanciare l’allarme erano stati quelli dell’Associazione dei consumatori Adoc: nel 2011, infatti, le truffe via web sono cresciute del 10%.

Ad avvalorare ulteriormente il rischio è arrivato lo studio dell’Osservatorio sulle frodi creditizie del Crif: nel 2011 la mole totale di raggiri ha toccato quota 98 milioni di euro. Nel 77 per cento si tratta di prestiti finalizzati, con un +10% rispetto al 2010.

Ancora più preoccupanti i dati sui fidi (+155%) e sulle carte di credito (+91%). Assofin e le altre principali associazioni a difesa dei consumatori hanno invitato gli utenti online e fare particolare attenzione. Meglio rivolgersi sempre a broker regolarmente certificati.

Altri accorgimenti: usare con cautela l’home banking, diffidare di mail che richiedono dati sensibili e fare tutte le verifiche del caso prima di fornire gli estremi della propria carta di credito.

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Famiglie sempre più in difficoltà,come aiutarle?


Mutuo per arrivare a fine meseRecentemente, qui a Investimenti Sicuri abbiamo parlato di mutui via web, mettendoli a confronti con quelli tradizionali erogati allo sportello. La nostra analisi verteva sulla convenienza dei primi, ormai un dato di fatto del settore, ma ora aggiungiamo una notizia nuova, che serve a introdurre l’argomento di oggi: secondo Casa24Plus, il magazine del Sole dedicato all’immobiliare, negli ultimi mesi si è verificato che un mutuo via web può costare anche lo 0,2-0,3% in meno rispetto allo stesso proposto allo sportello. Ovvero, su un prestito di 150mila euro da rimborsare in 20 anni, circa 4-5mila euro in meno.

Numeri che, per una piccola famiglia, possono fare la differenza. E lo stanno facendo. Secondo l’ultima analisi del settore condotta da Mutui.it, che ha analizzato oltre ventimila preventivi, il 4% degli italiani richiede un mutuo per esigenze di liquidità. Molti lo fanno online, proprio giocando sullo spread di risparmio con i mutui tradizionali!

Il mutuo liquidità, questo il termine affibbiato da Casa24Plus, parte da minimo di 50 mila euro a una media richiesta di 116 mila euro. Anche qui c’è da fare un piccolo distinguo: il mutuo di liquidità, essendo solitamente una cifra inferiore, permette di non dover indicare il motivo della richiesta. Non dovete quindi specificare se la vostra esigenza di liquidità vi servirà per pagare gli studi a vostro figlio, per acquistare una macchina, ecc. Una magra consolazione, se pensiamo che l’istruttoria richiesta è molto più rigorosa. Essa opera anche un distinguo tra lavoratore dipendente (tempo indeterminato) e lavoratore autonomo: al primo, come garanzia, viene consentito di ipotecare il suo immobile fino al 70%, al secondo, solo fino al 16%.

Il percorso burocratico, impervio e complesso, far sì che queste richieste difficilmente rientrino nelle statistiche ufficiali. Ma quando ci riescono, gettano un’ombra molto pesante sulla situazione finanziaria delle famiglie, che siamo abituati a considerare formichine e roccaforti del risparmio.

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Attenzione, in rete spopolano i cyber-pusher


Li chiamano ‘cyber-pusher’, ma il loro traffico non riguarda la droga.

Sono gli spacciatori di farmaci illegali via Internet il nuovo fenomeno criminale: soggetti che acquistano medicinali sul web e poi li rivendono a compratori che non sanno utilizzare la rete e che sono reticenti all’acquisto in farmacia.

E il dato stupefacente (e preoccupante) è che si tratta di un spaccio più redditizio di quello della droga.

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Dura la vita per i webmaster, è arrivato Google Panda


panda-di-googleE’ arrivato Google Panda. Questa rappresenta l’ultima frontiera del posizionamento di casa Google. Un sofisticato algoritmo che classifica i siti web in base alla qualità dei loro contenuti. Già da agosto Google con il suo nuovo algoritmo ha deciso di premiare i siti di qualità a discapito di quelli pieni di contenuti duplicati, composti da poche righe e con testo di scarsa qualità. Insomma, Google Panda esalta i contenuti di qualità.

Come funziona Google Panda?
Il nuovo algoritmo Google Panda va ad impattare contro siti di scarsa qualità, con contenuti duplicati o composti da poche righe. Negli Stati Uniti, a pochi giorni dall’introduzione, sono stati segnalati molti falsi positivi ma anche siti blasonati con contenuti ritenuti poco utili e di scarsa qualità cacciati fuori dalle ricerche organiche di Google. Molti siti hanno avuto perdite fino ad arrivare al 90%.

L’obiettivo di Google è quello di identificare tutti quei siti che forniscono contenuti di bassa qualità e favorendo quelli con buoni contenuti. Google ha rilasciato algoritmi in grado di svantaggiare quei siti con il solo scopo di trarre profitto attraverso le pubblicità e di porre invece in primo piano quelli a cui preme pubblicare contenuti di un certo valore, per dare un reale servizio alla comunità della rete.

Con l’introduzione di Google Panda, quali sono le variabili introdotte?

  • Vengono penalizzati i contenuti scarsi o superficiali. A quanto pare Google darà un vero e proprio giudizio editoriale sui contenuti pubblicati; i contenuti, per godere di un buon posizionamento dovranno essere di qualità.
  • Qualità è meglio di quantità. I siti riportanti accurate analisi, punti di vista condivisibili e che sviluppano tematiche in maniera chiara ed esaustiva saranno privilegiati rispetto a quelli che presentano un testo breve, imbottito di parole chiave.
  • Pubblicità sì, ma non troppa. Alcuni indicatori sapranno rilevare le pagine che presentano un rapporto sproporzionato fra advertising e contenuti effettivi.
  • Nuovo ruolo dell’utente. La ricerca di una maggior soddisfazione degli utenti ha portato ad un grosso passo in avanti in questo senso; infatti da ora verranno prese in considerazione le user experience e i dati raccolti direttamente dagli utenti per determinare la qualità e l’autorevolezza di un sito. Prima dell’avvento di Google Panda l’attenzione era incentrata esclusivamente sulle keywords e sui link, ora invece essa verte su quei fattori che soddisfano le esigenze degli utenti e che, ad esempio, evitano di dover tornare sul motore di ricerca per proseguire una ricerca fin li insoddisfacente.
  • Sì al web design. Verranno presi in considerazione gli aspetti relativi alla grafica dei siti web, privilegiando coloro i quali sapranno unire i criteri dell’usabilità a quelli della funzionalità e gradevolezza, sempre in un’ottica volta a perseguire il fine della qualità.

In sostanza quello che Google ha voluto comunicare è che il web richiede sempre più professionalità e qualità sui contenuti dei siti web.

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Social Media Week di Milano


Quest’anno il nostro editore Populis è media partner della Social Media Week di Milano: nella prima giornata volevamo seguire il panel sui nuovi media nel settore dell’ambientalismo, ma il nostro amico e relatore Salvatore Barbera di Latte Creative non ha potuto partecipare. Così gli abbiamo rivolto qualche domanda per capire meglio l’argomento.

Per prima cosa, presentati ai lettori di Ecoblog: un paio di righe per far capire chi sei ai lettori

Mi chiamo Salvatore, sono il responsabile della campagna Clima ed Energia per Greenpeace Italia. Ho iniziato a lavorare con Greenpeace molti anni fa come volontario. Una volta laureato in Fisica a Bologna ho deciso, come molti miei coetanei, di fare un’esperienza all’estero che mi ha portato a viaggiare con Greenpeace: India, Amsterdam, Istanbul. Sei anni nei quali ho fatto cose diverse, ma soprattutto contribuito a far crescere la presenza di Greenpeace sul web e testato varie forme di attivismo online. Sono tornato in Italia solo all’inizio di quest’anno per coordinare la campagna per il referendum contro il nucleare.

Parliamo di slacktivism e di clicktivism: tu sei un attivista “vero”, quindi dovresti conoscere bene i casi in cui un click o un colpo di mouse liberano la coscienza. Credi che il web abbia aiutato un attivismo come il tuo o abbia diluito l’impegno reale in un oceano di pagine Facebook, petizioni online, e retweet?

Negli ultimi dieci anni il web ha cambiato radicalmente il mondo, il modo di interagire fra le persone e quindi anche quello di fare politica. In fondo che differenza c’è tra un like su Facebook e una firma su una petizione raccolta in piazza? Quello che conta è cercare di raggiungere le persone con dei messaggi positivi, risvegliare la consapevolezza che sono le nostre azioni a cambiare il mondo. Siamo circondati da messaggi di ogni tipo provenienti da ogni sorta di media, l’attivismo consiste nel competere con i messaggi negativi e superarli, e questo vale tanto per l’online che per l’offline.

Quali sono invece i casi in cui agire a colpi di click ha portato risultati concreti – penso a Greenpeace e alla celebre campagna gorilla – Kit Kat, per esempio? Puoi raccontarci tre episodi rilevanti di quel tipo?

Click significa consensi e ogni campagna politica ne ha bisogno. Ogni volta che siamo in grado di mostrare che abbiamo il consenso dalla nostra parte il cambiamento viene da sè. Fra le mie più grandi soddisfazioni – parlo in termini personali nel senso che ero in prima linea – sono state la campagna “Green my Apple”, con la quale abbiamo convinto la Apple Computers a dotarsi di una migliore policy per la protezione dell’ambiente (campagna che tra l’altro ha creato accese discussioni anche sul vostro Melablog). Più recentemente la campagna de “I Pazzi Siete Voi”, che ha contribuito a far sì che 25.643.652 di italiani votassero Sì al Referendum contro il nucleare. Credo tu possa capire la gioia di vedere concretizzarsi quello che fino ad un giorno prima era una valanga di like, di firme e di azioni simboliche.

Un esempio ancora più recente? La campagna Detox, portata avanti in Italia dalla mia collega Vittoria Polidori. In poche settimane, grazie soprattutto ad una mobilitazione internazionale sulla rete, i grandi brand dell’abbigliamento sportivo come Nike, Adidas, Puma e H&M si sono impegnati a eliminare le sostanze tossiche dai processi produttivi legati alla fabbricazione dei propri prodotti.

Restando su quel genere di comunicazione – la campagna Greenpace/gorilla/Kit Kat – quali sono le tre migliori campagne che hai visto negli ultimi anni? Se vuoi parto io: when you see tuna, think panda.

Di solito, in una campagna, sono i video ad attirare di più la mia attenzione. Uno bellissimo è quello di Amnesty International che ci ricorda la forza che una firma, anche online, può avere nel cambiare le cose:

Poi c’è “Stop the Clash of Civilisation”, un video di qualche anno fa che quando venne lanciato – in quel brutto periodo che fu l’era Bush – mi colpì tantissimo e che fece conoscere al grande pubblico Avaaz, una delle no-profit che lavora meglio online.

Questo invece è un esempio di video in grado di allargare la base di pubblico grazie all’ingegno della tecnica artistica.

È stato commissionato dalla campagna Stop Global Warming al Blue Man Group, un trio di artisti molto popolari. Come vedete il risultato è straordinario: guardandolo senti la voglia di fare qualcosa, percepisci a fondo quanto stupida sia la noncuranza con cui l’uomo vive il problema dei cambiamenti climatici. E tutto con un’ironia, un ritmo e una creatività che ha garantito a questa clip svariati milioni di visite.

Perché le vediamo sempre all’estero? Perché è difficile comunicare in questo modo in Italia?

Come i lettori di Ecoblog sanno bene, l’Italia è storicamente indietro per tutto quello che riguarda le politiche ambientali e di conseguenza anche per la comunicazione ambientale. Comunicare il bisogno di cambiamento in Italia è una delle scommesse più dure e interessanti che mi vengono in mente. In questo senso vorrei rivolgermi ai giovani e ambiziosi lettori di questo blog perché raccolgano questa sfida: si inizia a sentire il bisogno di una nuova generazione in grado di portare energie inedite.

Che cosa attira i creativi all’estero a lavorare per questo genere di campagne? Vengono retribuiti? O è solo una questione di libertà?

La differenza tra una campagna pubblicitaria della Coca Cola e una campagna per salvare il tonno rosso è che nel primo caso stai aiutando a vendere dell’acqua colorata con dello zucchero, nel secondo stai facendo qualcosa di cui i tuoi figli si ricorderanno. È chiaro che esiste una motivazione in più per tanti creativi a impegnarsi in campagne con un orizzonte di senso. Spesso si guadagna un po’ meno di quando si lavora per il settore “profit”, ma la soddisfazione che in genere se ne trae non è paragonabile.

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Samsung lancia il Super-smartphone – Galaxy Note


super-samsungDopo tante discussioni sul web è arrivato il super-smartphone di Samsung denominato Samsung Galaxy Note.

Grazie al suo generoso schermo da 5.3 pollici, questo gioiello della Samsung si posiziona a metà tra uno smartphone ed un tablet.
La particolarità del GALAXY Note sono molte, come il grande schermo che pone questo dispositivo in una zona in cui la definizione non è di facile individuazione, anche in virtù della possibilità di prendere Note direttamente sullo schermo con la stilo integrata che ci permette di prendere note, disegnare, catturare screenshot ed altro.

Molto veloce e performante anche grazie al processore dual core ad 1,4GHz di frequenza di clock presente anche nel Galaxy Tab 7.7. Inoltre tra le caratteristiche è presente un modulo radio HSPA+, batteria rimovibile e fotocamere da 8 megapixel.

Lo schermo è un Super AMOLED con risoluzione 1280×800, nulla a che vedere con gli standard dei tablet Android con schermo da 10 pollici.

Il sistema operativo è Android 2.3 Gingerbread, su cui è stata posta l’interfaccia TouchWiz con 7 homescreens e una specifica ottimizzazione per la S Pen. Questa include applicazioni specifiche come S Planner con funzione di calendario e lista di cose da fare in cui è possibile trascinare e riorganizzare impegni ed orari, S Memo per prendere note (testo, voce, disegni, foto, scrittura a mano) e Virtual Whiteboard per prendere note e condividerle su una “lavagna comune”.

Samsung Mobile ha ancora un volta stupito tutti e lancia la sua sfida con questo nuovo Samsung GALAXY Note.

Sponsorizzato da Samsung

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Nuovi corsi per imparare il trading online


Saxo Bank, banca danese di rilievo internazionale e specializzata su gran parte dei mercati finanziari, dimostra di aver a cuore il trading online, una delle sue peculiarità: in effetti, l’istituto scandinavo ha reso noto il suo ultimo progetto da questo punto di vista, un programma di formazione che sarà avviato nel corso di questo mese e che durerà anche in quello seguente.

Di cosa si tratterà esattamente?

Il trading verrà insegnato e spiegato in tutti i suoi dettagli in una serie di corsi sul web che sono stati pensati appositamente per quegli investitori che hanno attenzione di avventurarsi in questo segmento.
L’obiettivo è quello di far capire che il trading può risultate la strategia più azzeccata anche quando le piazze sono molto volatili, focalizzando l’attenzione sulle valute estere, sulle opzioni e sui contatti per differenza (noti anche con la sigla Cfd).

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Google Music sfida iTunes


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In attesa che Apple lanci il nuovo servizio iTunes per accoppiare il supporto cloud-based tanto atteso, Google ha bruciato il diretto concorrente, fornendo una soluzione per gli utenti Apple attraverso l’app per dispositivo iOS di Google Music Beta.

La prima differenza che troviamo tra la versione iOS di Google Music Beta e quella Android, è che la seconda funziona molto meglio: questo è dato dal fatto che su sistemi Android, Google Music Beta è utilizzata come app installata, mentre su dispositivi iOS, l’accesso al servizio di Google Music Beta è ottenuto tramite una web app, dunque meno performante e specifica.

Detto questo, Google Music Beta per iOS è bene integrata ed utilizzabile, consentendo di conservare fino a 20.000 canzoni nel vostro spazio remoto (clouds) sino a quando il vostro account sarà attivo, ovvero se riuscirete ad ottenere un invito per la versione stabile di Google Music.

Google Music Beta per Apple beneficia di tutte le funzionalità della versione per Android, avendo la possibilità di analizzare le proprie tracce per Artista, Album, Canzone, Playlist e Genere.

Durante l’esecuzione di un brano, la funzione di ricerca rimane attiva, mantenendo velocità e performance costanti durante tutto l’utilizzo. Gli utenti Apple possono sperare che Google elabori una applicazzione installabile, così da ottenere un utilizzo più fluido rispetto alla versione corrente. Non esiste al momento alcuna data di rilascio della versione stabile di Google Music.

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