Le offerte bancarie, complice la poca liquidità a disposizione delle banche, si stanno moltiplicando, ed è sempre più difficile orientarsi. I nomi si somigliano tutti e le fonti d’informazioni non sono sempre attendibili.
Primo passo:
Un consiglio per chi cerca di aprire adesso un conto corrente, un conto deposito o un certificato deposito, è quello di non impegnarsi con le lunghe scadenza. Restiamo sulle scadenze brevi. Il mercato è in evoluzione, e le offerte potrebbero cambiare da un momento all’altro. Non dobbiamo aver fretta.
Il periodo caldo delle nostre banche, dove, da un momento all’altro, sembrava che il settore stesse per collassare da un momento all’altro, è alle nostre spalle. Non facciamoci nemmeno troppo spaventare dai rendimenti troppo alti. Non sono sempre sinonimi di strutture poco sicure. Ricordiamoci che c’è sempre il Fondo Interbancario di Tutela, che copre i nostri risparmi fino a 100 mila euro.
Secondo passo:
Orientarsi nella scelta.
I conti deposito libero: il funzionamento dei conti corrente lo conosciamo già. Parliamo dei conti deposito. Essi sono dei conti dove i nostri soldi sono appunto depositati, parcheggiati, fermi. Le operazioni possibili attraverso questi conti sono limitati. Versamento, prelievo, e poco altro. I costi e i rendimenti, vista l’onerosità limitata, sono convenienti: tassi dal 3 al 4% e poche spese.
Inoltre, la tassazione comune delle rendite finanziarie fissata al 20% – prima era al 27 – è un innegabile vantaggio.
I conti deposito vincolati: la differenza con i conti deposito liberi, è che i conti deposito vincolati sovrintendono a un vincolo. Quindi, essi sono convenienti solo se aspettiamo la scadenza prima di svincolare la somma che abbiamo depositato. Qualora, invece, per esigenze di liquidità decidiamo di svincolare la somma prima della scadenza, gli interessi di azzerano.
I certificati deposito: sono dei titoli di credito che danno diritto ad un interesse periodico più il rimborso del capitale alla scadenza. Sono una specie di obbligazione. Hanno delle scadenze abbastanza brevi, vanno dai tre mesi ai cinque anni, e il tasso di interesse può essere variabile o fisso. Il rendimento può essere anche del 3% netto. Anche qui vale la tassazione del 20%.

In Italia secondo la Cgil il bacino di disoccupati, inattivi, precari e sottoccupati coinvolge 8 milioni di persone, ma anche chi un lavoro stabile ce l’ha, non se la passa certo bene, non solo perchè la crisi è tutt’altro che superata, ma soprattutto perchè lo stipendio spesso non basta per arrivare alla fine del mese.
Il colosso mondiale per la gestione delle carte di credito intende promuovere la moneta elettronica, che in Italia risulta ancora troppo poco utilizzata rispetto al denaro contante.
Ormai lo sapete, siamo in piena crisi dei mutui. Crisi per i potenziali mutuati, che si vedono negate le loro richieste di finanziamento, s’intende. E tutto nonostante la Bce, da tempo, quasi in corrispondenza dell’insediamento di Mario Draghi, abbia tagliato i tassi d’interesse.
Curioso ma non troppo, quello che sta accadendo in Italia, oggi. Il mercato immobiliare procede a rilento, poche vendite nonostante i prezzi, seppur di poco, siano diminuiti: si parla dell’1,3% nelle grandi città, e dell1% in provincia ed hinterland. Tutte le metropoli hanno segnato ribassi, in particolare Bari (-5,6%) e Napoli (-2,2%). Milano e Roma chiudono il semestre con una stabilità dei valori (rispettivamente -0,4% e -0,2%).
Il 2011 sarà ricordato “solo” come l’anno della recessione oppure passerà alla storia per aver aperto una nuova depressione? Anche fra gli economisti – che pure in teoria definiscono recessione un periodo di due trimestri consecutivi in cui si registra un calo della ricchezza nazionale – non hanno mai trovato una definizione e una distinzione universalmente accettate.
Inizia la scuola e come sempre tra noi mamme c’è il tradizionale dilemma degli zainetti. Anche se ormai sappiamo che con la scoliosi vera e propria non c’entrano sono il nostro primo pensiero, erroneamente, perché in effetti ci sono altre cose che dovrebbero preoccuparci di più riguardo la salute a scuola, vedi l’inquinamento indoor delle classi e delle aree adiacenti agli edifici scolastici, la sedentarietà e la postura che i ragazzini assumono sui banchi di scuola.
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