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Nokia svelerà uno smartphone che renderà l’iPhone “un pezzo d’antiquariato”?


Nokia sta per lanciare il nuovo entusiasmante Lumia 900 con Windows Phone, questi, grazie ad una serie di sovvenzioni, potrà essere tranquillamente acquistato a circa 99$. Tuttavia, oltre al suddetto interessante dispositivo, pare che l’azienda stia lavorando ad un progetto a dir poco futuristico.

In un’intervista al giornale Kauppalehti, il designer di Nokia Marko Ahtissari ha affermato che la compagnia è attualmente al lavoro per la creazione di un rivoluzionario dispositivo che farà sembrare tutti gli altri dei pezzi d’antiquariato. Nello specifico, tale prodotto dovrebbe montare il nuovo sistema operativo Microsoft quale Windows Phone, in quanto OS come Symbian e Android vengono definiti come “case di bambole”.

Sfortunatamente Ahtissari non ha voluto rilasciare alcuna informazione dettagliata sulle specifiche del device, tuttavia egli ha affermato che sarà talmente rivoluzionario da non richiedere alcun tocco da parte dell’utente. In altre parole, basterà parlarvi e lo smartphone opererà da solo. Da quanto detto, pare che la tecnologia dovrebbe essere molto simile a Siri, ma perché non pensare anche ad un sensore in stile Microsoft Kinect?

In seguito a tali affermazioni, un portavoce di Nokia ha voluto precisare che quanto detto da Ahtissari corrisponde ad una serie di idee che lo stesso designer ha promosso sin dal Dicembre 2010, tuttavia non ha voluto rilasciare dichiarazioni sulla possibilità che tali tecnologie vengano implementate in un futuro dispositivo.

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Gli emendamenti al decreto liberalizzazioni


Uno di questi emendamenti riguarda i conti correnti dei pensionati, che saranno a spese zero per quei pensionati che usufruiscono di un assegno fino a 1.500 euro. Un’altra proposta prevede la possibilità di ottenere un mutuo senza l’obbligo di aprire un conto corrente presso la stessa banca alla quale si richiede il prestito e senza l’applicazioni di commissioni aggiuntive a favore delle banche le quali perdono anche la possibilità per i dirigenti di ricoprire una molteplicità di incarichi in imprese concorrenti. L’emendamento al decreto prevede che l’obbligo di aprire un conto corrente presso quella banca venga considerato una pratica commerciale scorretta.

Dopo aver ottenuto il via libera definitivo dalla Camera nonostante i voti a favore dell’operato del governo Monti siano diminuiti drasticamente poichè alcuni dei suoi più fedeli sostenitori, non essendo d’accordo con tutti i passi della manovra, tra le novità dell’ultima ora, dopo la approvazione degli emendamenti al testo originale presso la Commissione industria del Senato, riguardano i preventivi che i professionisti dovevano inizialmente rilasciare in forma scritta in caso di richiesta del cliente: adesso il professionista è tenuto ad indicare un prezzo di massima che il cliente potrà spendere ma che varierà di quelle spese non calcolabili, come nel caso degli avvocati in base al numero delle udienze ed in più saranno abrogate le tariffe fisse per i professionisti iscritti agli albi.

Una delle novità introdotte riguarda una tariffa RC auto unica a livello nazionale per tutti i virtuosi del volante, sia per privati che imprese, ovvero per tutti coloro che sono nella classe migliore delle liste assicurative vista la mancanza di incidenti causati anche se applicare tale norma non sarà facile poichè poco chiare sono le modalità di attuazione della stessa.

Non solo: tra i punti ritoccati in corso d’opera c’è anche il reintegro delle commissioni bancarie che erano originariamente state cancellate lasciando ora la possibilità per gli istituti di credito di applicare le commissioni. Ma al mondo bancario questo non basta infatti Giuseppe Mussari, presidente dell’Abi, ha dichiarato che si deve istituire un plafond per gli investimenti oltre a risolvere il tema dei crediti della PA offrendo nel primo caso condizioni di investimento per le imprese maggiormente vantaggiosi e nel secondo caso la possibilità di facilitare l’incasso di crediti nei confronti della PA senza gravare ulteriormente sul debito pubblico.

Per tale motivo è stato istitutito un Osservatorio per il monitoraggio dell’accesso al credito che si potrà attivare d’ufficio o su segnalazione delle imprese a fronte di una mancata concessione o revoca di credito ritenuta ingiustificata. L’organismo potrà dunque chiedere di rivedere la pratica e formulare raccomandazioni per migliorare i sistemi di verifica del merito di credito.

Altra novità riguarda le ssrl per i giovani: l’atto verrà redatto pubblicamente da un notaio che però non percepirà compenso per la stesura ed il rogito dello stesso. Saranno poi istituiti 8 nuovi tribunali per le imprese che si vanno ad aggiungere alle già esistenti 12 sezioni in materia e probabilmente ci saranno nei prossimi giorni delle modifiche in merito alla questione del quorum per l’apertura di nuove farmacie.

Non solo: Senato e Camera andranno ora ad approvare in via definitiva anche gli emendamenti previsti per i pagamenti dell’IMU per la Chiesa su scuole e ostelli, la possibilità per i benzinai di rifornirsi da chiunque senza più esclusiva e l’abbattimento delle commissioni per i pagamenti con bancomat presso i distributori fino ad una spesa di 100 euro.

Novità anche per le polizze sulla vita: le banche hanno l’obbligo di sottoporre almeno due diversi preventivi di polizze, che non devono essere ricondotti allo stesso istituto di credito. In ogni caso il cliente può scegliere la polizza più conveniente. Opportunità di risparmio anche per quanto riguarda l’assicurazione auto. Potrebbe arrivare anche, insieme alla scatola nera, un dispositivo in grado di misurare il tasso di alcool del guidatore, nel momento in cui questi sale sull’auto.

Delle altre novità riguardano le class action e i contratti pubblici di appalto dei lavori, che non saranno più competenza del tribunale delle imprese. Si cercherà anche di modificare i vertici delle fondazioni bancarie in modo che le stesse persone non possano detenere posizioni importanti anche nelle società concorrenti o negli organi gestionali e di sorveglianza.

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Il Consiglio dei Ministri approva la legge salva-famiglie


Arriva la legge salva-famiglie, con un disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri, che intende regolare i casi di bancarotta individuale. Secondo il nuovo provvedimento il debitore meritevole non sarà costretto ad essere più pignorato a vita. Ci potrà essere l’intervento del giudice, il quale avrà il compito di guidare il debitore verso una ristrutturazione ragionata della propria esposizione. Il tutto dovrebbe tutelare le persone nel diritto al consumo, in modo da non far perdere questo diritto a causa di eventi quali la perdita del posto di lavoro, un divorzio o una malattia.

Naturalmente non si tratta di una cancellazione dei debiti, ma solo della possibilità di provvedere ad essi attraverso una forma di rateizzazione. La cancellazione dei debiti potrà avvenire eventualmente solo attraverso un processo complicato, una volta che il debitore avrà pagato una parte di ciò che gli spetta saldare. In ogni caso il nuovo disegno di legge mira a dare una seconda chance e ad evitare il ricorso agli usurai.

Il ricorso alla Composizione contro il pignoramento dei beni
Secondo il nuovo decreto legislativo il debitore che non riesce a pagare può fare ricorso alla Composizione, organismi di composizione della crisi, che agiranno da consulenti gratuiti per predisporre un piano di ristrutturazione basato sulle possibilità reali in termini di pagamento. Il piano dovrà essere omologato dal giudice e in questo modo saranno sospese le iniziative contro i debitori, i cui beni non saranno pignorati.

Il ricorso alla liquidazione
C’è anche il caso in cui una persona potrebbe avere molti debiti, ma allo stesso tempo potrebbe disporre anche di proprietà tali da permettergli di affrontare al meglio una situazione di emergenza finanziaria. In questo caso le proprietà del soggetto possono essere messe nelle mani di un liquidatore che le metterà in vendita. In questo modo si potrà disporre di una liquidazione accelerata, la quale non determinerà dei costi per chi è andato in rosso.

Attraverso la liquidazione verrà saldata una parte dei debiti e ciò che resterà fuori non potrà più essere richiesto. Il tutto però è possibile se il giudice riterrà che si tratta di un debitore meritevole, una persona che ha contratto un debito ragionevole rispetto al reddito di un determinato periodo. Il giudice dovrà tenere in considerazione l’essersi verificate di circostanze, come divorzi, malattie e licenziamenti, che hanno potuto influire negativamente sulle entrate economiche del debitore.

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Anche le banche contro le modifiche del maxi-emendamento


dreamstimefree_7723317.jpgL’abbiamo sentito ieri, l’intero consiglio di presidenza dell’ABI ha presentato le proprie dimissioni per protestare contro le modifiche contenute nel maxi-emendamento approvato al Senato.

Quali sono le modifiche oggetto di questa protesta?

Azzeramento delle commissioni.
Il testo approvato sancisce la nullità di “tutte le clausole, comunque denominate, che prevedano commissioni a favore delle banche a fronte delle concessioni di linee di credito, della loro messa a disposizione, del loro mantenimento in essere del loro utilizzo anche in caso di sconfinamento ovvero oltre il limite del fido”.
Significa che le banche potranno essere remunerate per la concessione di linee di credito solo attraverso il tasso debitorio applicato in contratto e non potranno chiedere compensi per l’istruttoria e la gestione del contratto o per il mantenimento in disponibilità delle somme che potrebbero essere utilizzate.

Conto corrente gratuito per i pensionati.
Con un limite massimo della pensione pari a 1.500 euro, le banche dovranno offrire un conto corrente senza spese e senza costi di apertura/chiusura.

Polizze sui mutui.
La banca, se decide di subordinare l’erogazione di un mutuo alla sottoscrizione di una copertura assicurativa sulla vita, dovrà non solo presentare due preventivi di due differenti compagnie (non legate alla stessa banca), ma dovrà accettare l’eventuale polizza che il cliente potrà reperire sul libero mercato, aventi le medesime caratteristiche di copertura, senza che ciò modifichi l’offerta e le condizioni economiche del finanziamento offerto.

Surroga più veloce.
E’ stato portato a dieci giorni il tempo massimo per la surroga del mutuo, contro i trenta finora previsti. Trascorso questo termine, il cliente potrà chiedere un risarcimento alla banca originaria dell’1% per ciascun mese o frazione di mese di ritardo.

Tutte buone notizie, sembra.

E invece, anche a parere di esponenti del Parlamento, non è così.

I mancati introiti e i costi che le banche si vedrebbero arrivare, potrebbero essere da queste “pareggiati” aumentando sia i costi dei servizi in generale, sia sui tassi applicati per il credito.
Non solo, a nostro parere – nonostante il momento di crisi faccia propendere per la tutela del consumatore – se ci sganciassimo dal pensiero della banca come quella istituzione lontana dei veri bisogni del cittadino, vedremmo come sia forse anti-costituzionale imporre ad una libera impresa la gratuità di alcuni prodotti/servizi offerti al mercato. E’ come se ad un ciabattino gli si imponesse di risuolare le scarpe gratuitamente (quindi spendendo del suo, di fatto) a chi ha un reddito basso.
Uno Stato che vuole tutelare determinate categorie dovrebbe stanziare fondi – che però non ci sono – utili per rifondere l’azienda che offre servizi gratuiti ai meno abbienti.

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Facebook in borsa. Non è tutto oro ciò che luccica..


Un’offerta pubblica di vendita da 5 miliardi di dollari, con il supporto delle più importanti banche d’affari, da Morgan Stanley a J.P. Morgan e Goldman Sachs.

Dopo tanta attese, tanti annunci poi rimandati, alla fine Facebook ha presentato alla Sec un’istanza per la quotazione in Borsa.

Dopo soli 8 anni di attività, il social network più famoso al mondo ha una base di 800 milioni di utenti attivi mensilmente: nel 2011 il fatturato ha raggiunto i 3,7 miliardi di dollari. La crescita futura, però, non potrà mantenere i ritmi registrati finora e la società stessa, nei documenti presentati alle autorità di controllo, ammette i propri punti di debolezza, come sottolinea TechCrunch.

Innanzitutto Facebook ha già quasi saturato i suoi mercati chiave nel mondo occidentale, in termini di utenti. E poiché finora la redditività della società è legata al numero di iscritti attivi, in futuro un rallentamento nella crescita dell’utenza potrà riflettersi anche sui risultati economici. Ma non basta: fra gli altri fattori di rischio ci sono la carenza di prodotti dedicati all’utenza via cellulare, la pressione dei concorrenti come Google+, Twitter e Microsoft, la censura dei governi e la normativa sulla privacy, la dipendenza da un solo cliente, Zynga, per il 12% dei ricavi.

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Come ottenre un conto corrente gratuito per i pensionati


L’iniziativa, dedicata a tutti i pensionati italiani, è oltremodo chiara decisamente conveniente: chiunque potrà aprire, presso qualsiasi istituto di credito italiano, un conto corrente bancario o postale gratuito.

A patto, naturalmente, che si rispetti una semplicissima condizione: quella dii percepire una pensione mensile compresa tra i 1.000 ed i 1.500 euro.
La proposta, inserita nel maxi emendamento al decreto liberalizzazioni approvata dal Governo Monti negli scorsi giorni e adesso in discussione al Parlamento, contribuirebbe a sciogliere le riserve in merito al metodo di riscossione delle pensioni eccedenti i 1.000 euro.

La manovra salva-Italia avrebbe infatti stabilito, come ormai ampiamente risaputo ed in virtù del provvedimento che impedirebbe qualsiasi trasferimento di denaro contante se di importo superiore ai 1.000 euro, che nessun pensionato italiano la cui pensione sia superiore ai 1.000 euro, possa scegliere di riscuoterla in contati.

Restava da chiarire, nonostante il provvedimento fosse di immediata applicazione, come potessero i pensionati sopperire ad una tale mancanza e come il governo avrebbe deciso di aiutare i pensionati ad accedere alle dorme di credito più innovative e costose quali le carte di credito o debito prepagate, i conti deposito, i libretti di risparmio postale o bancario e quant’altro.

La scelta, fortunatamente, sarebbe ricaduta sui conti correnti, strumenti la cui gestione, facile ed economica, sarebbe stata resa a costo zero per favorire tutti i pensionati italiani che, ne siamo sicuri, approfitteranno al più presto dell’incredibile occasione.

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A breve al via i pagamenti attraverso il cellulare


Il colosso mondiale per la gestione delle carte di credito intende promuovere la moneta elettronica, che in Italia risulta ancora troppo poco utilizzata rispetto al denaro contante.

In Italia la moneta elettronica fatica ad imporsi sul contante, che continua ad essere lo strumento principe delle transazioni. Come rileva uno studio dell’Osservatorio e-Committee dell’ABI, il nostro Paese si trova notevolmente al di sotto della media europea nell’uso di pagamenti elettronici attraverso bancomat e carta di credito.

Di fronte a questi dati Visa ha deciso d’intervenire, predisponendo un maxi-investimento di 100 milioni di euro per far diminuire progressivamente la circolazione di denaro contante. Come? Creando un’applicazione mobile che, una volta collegata ad una qualsiasi carta di credito, permette di portare a termine qualsiasi transazione con il cellulare.

L’ambizioso progetto, che dovrebbe vedere la luce entro la fine del 2012, punta a rivoluzionare il sistema di gestione del portafoglio di tutti i cittadini dotati di carta di credito tradizionale o carta prepagata. Secondo le indiscrezioni, l’applicazione mobile sarà utilizzabile non solo con le Visa, ma anche con le carte di credito appartenenti ad altri circuiti come Mastercard e American Express.

Il suo meccanismo di funzionamento è molto intuitivo e semplice da utilizzare: l’utente apre l’applicazione, seleziona la carta che vuole utilizzare ed effettua automaticamente i pagamenti che desidera attraverso il proprio cellulare. In negozio il pagamento avverrà semplicemente passando il telefono sull’apposito terminale elettronico presente alle casse. L’applicazione Visa faciliterà anche le transazioni di denaro fra utenti privati. Basterà selezionare il contratto telefonico del destinatario al quale sono automaticamente associati i dati bancari di ciascun soggetto. Il progetto rivoluzionerà anche il mondo dellì’e-commerce: il pagamento potrà, infatti, avvenire senza alcun bisogno di registrarsi ogni volta o inserire i dati della carta di credito. Il servizio verrà erogato attraverso i singoli istituti di credito, dai quali dipenderanno anche costi e commissioni applicati a ciascuna operazione.

Numerosi i vantaggi legati a quest’applicazione targata Visa. Il principale riguarda la possibilità di ridurre i casi di frodi e furti: gli utilizzatori di questo servizio avranno, infatti, la possibilità di tracciare le proprie uscite mensili e annuali, individuando così anche le voci di spesa più onerose. L’impiego delle carte di pagamento potrà essere abbinato a offerte personalizzate, anche on the spot (ad esempio, per ottenere sconti e promozioni al momento dell’acquisto). Quanto ai siti di e-commerce, saranno agevolate le procedure di autentificazione, con conseguente vantaggio per la propria privacy.

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Un aiuto per investire in borsa


Investire online in Borsa è una straordinaria occasione di guadagno facile. Peccato che altrettanto semplice sia veder finire in fumo i nostri risparmi. Al di là delle alterne fortune nei mercati finanziari, vediamo di comprendere in che modo sia possibile investire in Piazza Affari, nella maniera più semplice e più economica che sia oggi ammessa dai mercati regolamentati. Una breve guida, con linguaggio semplice, a beneficio di tutti.

Un deposito titoli

Prima di tutto, è necessario entrare in possesso di un deposito titoli. E’ uno speciale “conto”, nel quale far confluire i risultati delle nostre operazioni di investimento e di disinvestimento. Immaginatelo come una sorta di portafoglio nel quale inserire le azioni comprate, e dal quale far fuoriuscire le azioni da vendere. Il costo del deposito titoli varia da banca a banca, e anche a seconda degli strumenti finanziari inclusi.

Acquistare e vendere le azioni

Acquistare e vendere le azioni è un’operazione oggi piuttosto semplice, grazie anche alle previsioni dei servizi di trading online concessi dagli intermediari finanziari, che consentono a tutti noi di investire e disinvestire stando comodamente a casa nostra. L’alternativa è quella di recarsi presso il nostro consulente finanziario di fiducia, che potrà anche consigliarci sulle mosse più appropriate da intraprendere.

Comprare azioni sulle Borse estere

L’acquisto di azioni negoziate su mercati esteri non è operazione troppo dissimile dalla transazione di compravendita di azioni negoziate in Piazza Affari. Ciò che cambia è la tipologia di deposito titoli, i tempi di esecuzione degli ordini (a seconda del tipo di Borsa, occorrerà tenere in considerazione anche i fusi orari!) e il costo della transazione, che di norma sarà più elevato rispetto all’acquisto di un’azione italiana.

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Le occasioni offerte degli investimeni in borsa


occasioni-in-borsaInvestire in Borsa è una straordinaria occasione di guadagno facile. Peccato che altrettanto semplice sia veder finire in fumo i nostri risparmi. Al di là delle alterne fortune nei mercati finanziari, vediamo di comprendere in che modo sia possibile investire in Piazza Affari, nella maniera più semplice e più economica che sia oggi ammessa dai mercati regolamentati. Una breve guida, con linguaggio semplice, a beneficio di tutti.

Un deposito titoli

Prima di tutto, è necessario entrare in possesso di un deposito titoli. E’ uno speciale “conto”, nel quale far confluire i risultati delle nostre operazioni di investimento e di disinvestimento. Immaginatelo come una sorta di portafoglio nel quale inserire le azioni comprate, e dal quale far fuoriuscire le azioni da vendere. Il costo del deposito titoli varia da banca a banca, e anche a seconda degli strumenti finanziari inclusi.

Acquistare e vendere le azioni

Acquistare e vendere le azioni è un’operazione oggi piuttosto semplice, grazie anche alle previsioni dei servizi di trading online concessi dagli intermediari finanziari, che consentono a tutti noi di investire e disinvestire stando comodamente a casa nostra. L’alternativa è quella di recarsi presso il nostro consulente finanziario di fiducia, che potrà anche consigliarci sulle mosse più appropriate da intraprendere.

Comprare azioni sulle Borse estere

L’acquisto di azioni negoziate su mercati esteri non è operazione troppo dissimile dalla transazione di compravendita di azioni negoziate in Piazza Affari. Ciò che cambia è la tipologia di deposito titoli, i tempi di esecuzione degli ordini (a seconda del tipo di Borsa, occorrerà tenere in considerazione anche i fusi orari!) e il costo della transazione, che di norma sarà più elevato rispetto all’acquisto di un’azione italiana.

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Come tutelarsi sull’acquisto casa direttamente dal costruttore


Comprare una casa in costruzione è vantaggioso, ma potrebbe essere molto rischioso qualora il costruttore da cui compriamo casa si dichiara fallito. Molti infatti hanno perso tutto il denaro investito, occorre quindi ben sapere come tutelarsi per evitare tutto questo.

Occorre infatti avere solide garanzie sugli immobili.

Il legislatore è infatti intervenuto a favore dell’acquirente con il decreto legislativo 122 del 2005 che prevede apposite tutele per gli acquirenti di immobili in costruzione.

La legge obbliga infatti il costruttore a concede un’assicurazione per ogni pagamento che il compratore versa, in modo da poter venire risarcito in caso avvenisse l’irreparabile e non perdere le somme versate.

In questa maniera, senza alcuna causa legale, l’acquirente potrà rivolgersi all’assicurazione per ricevere quanto gli spetta.

Assicurazione è obbligatoria per il contratto.

Se non viene sottoscritta questa garanzia, il contratto perde di validità. Inoltre l’assicurazione dovrà anche coprire danni e difetti di costruzione dell’immobile per 10 anni, in modo che l’investimento dell’acquirente sia tutelato nel migliore dei modi possibili.
Se si compra quindi una casa in costruzione, il venditore deve darvi tutti i documenti relativi alla polizza di tutela, che potete far valere in caso di fallimento o delle altre cose specificate.

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Esistono ancora gli investimenti sicuri?


PAC o patak?Oggi ci si chiede se esistono ancora gli investimenti sicuri. E’ un interrogativo a cui noi, dove avere nominato in questo modo il nostro sito, cerchiamo di rispondere ogni giorno. Non è facile. Abbiamo notato come, sempre più spesso, nei sondaggi traspaia una situazione molto chiara. Al primo posto, in risposta alla domanda “Dove metti tuoi soldi”, gli italiani hanno le idee sicure: immobili. Seguono i più classici conti correnti e piano di accumulo, e infine l’oro fisico.

Argomenti che abbiamo già toccato abbastanza approfonditamente. Tutti tranne i piani di accumulo, argomento lambito solo ieri in occasione dell’articolo Assicurazione vita: dalla musichetta felice della pubblicità, all’incubo. Argomento molto controverso, per certi versi, ma lungi da noi nel scoraggiarvi a seguire questa soluzione, che può essere quella giusta, ma solo se la perseguiamo con la giusta consapevolezza!

II PAC viene anche definito piano rateale ed è quindi una formula particolarmente indicata per realizzare uno scopo che sia stato pianificato e di cui si preveda, o meglio si desidera, la realizzazione, dopo un certo numero di anni. In particolare, è un sistema che permette con versamenti periodici, anche di importo contenuto, di acquistare quote di un fondo comune di investimento, preferibilmente azionario (ma anche bilanciato e obbligazionario).

II sottoscrittore potrà così accumulare un capitale nel tempo e ottenere un importo, alla fine del periodo di investimento, che dipenderà dalla variazione del valore delle quote sottoscritte. Affidando il risparmio ad esperti del mestiere, i gestori, si avrà la possibilità di cogliere le migliori opportunità di mercato e di conseguire rendimenti più elevati sugli investimenti effettuati. E’ anche il sistema migliore e più efficace per programmare gli investimenti nel tempo, in modo da superare i limiti del sistema previdenziale pubblico ed i rischi sempre in agguato dell’inflazione.

Il piano di accumulo dovrebbe rientrare nel vostro piano di risparmio, solo con la consapevolezza di stare perseguendo obiettivi dilazionati nel tempo, come possono essere l’acquisto della casa, il finanziamento dell’educazione dei figli, l’avvio di una nuova attività, l’integrazione della pensione e così via. Ma non fatelo pensando di contare, in caso di evenienza, su questi soldi. Come dimostrato ieri, con più o meno elasticità d’intervento, la liquidazione del premio di riscatto non è immediata. Potrebbe impiegare più tempo del previsto. Quindi…occhio!

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I consigli per salvare i risparmi di una vita


Come sappiamo il mercato offre numerose forme di investimento. Non tutti però investono la speranza di ottenere grandi profitti. Molte persone scelgono investimenti a basso rischio dove mettere i pochi risparmi di un vita e che sperano possano, anche se di poco fruttare. Questo è proprio il caso di investitori di medio livello cioè che non possono permettersi di perdere denaro.

Questi investitori sono ovviamente timorosi di veder sfumare i soldi guadagnati con tanta fatica.
Oggi tra gli investimenti con il minor rischio ci sono i conti deposito.

Il conto deposito è un investimento o un prodotto finanziario molto simile al tradizionale conto corrente tuttavia offre un tasso maggiore e il rischio di perdita è basso quanto è basso il rischio di un conto corrente.

Il capitale investito in un conto deposito è quasi sempre protetto dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi.

Questo fondo tutela gli investitori nel caso in cui la banca fallisca o non sia in grado di restituire i soldi ai propri clienti. Il Fondo Interbancario copre la banca fino a 100.000 euro ad investitore.

Nel caso un investitore abbia due conti correnti in due banche distinte e queste aderiscano al fondo, l’investitore è coperto fino ad un massimo di 200.000 euro totale.
Per questo consigliamo di avere più conti in più banca in modo da tutelare noi e la nostra famiglia in caso di fallimento di una banca.
Quello di avere conti in banche diverse è necessario per avere una copertura del rischio maggiore.

Se infatti, il cliente ha più conti correnti e più conti deposito presso la stessa banca, purtroppo potrà avvalersi di una garanzia di soli 100.000 euro. La garanzia è legata alla persona che investe in quella banca e non al possesso di conti. Pertanto se si hanno somme da investire superiori ai 100.000 euro è importante aprire più di un conto deposito su banche differenti in modo da essere coperti senza alcun problema.

Non tutte le banche aderiscono al Fondo Interbancario e per questo consigliamo di informarsi in anticipo per non incorrere a brutte sorprese in futuro.
Non tutte le banche fanno parte del fondo, quindi attenzione, anche perché si sono molte banche straniere che operano sul territorio italiano con portali online o comunque secondo la normativa del paese di origine.

Nel caso di inottemperanza della banca, il Fondo interviene e salda in tempi molto brevi ed inferiori al mese lavorativo.

Per avere una maggiore garanzia di non perdere i propri soldi, consigliamo di effettuare una ricerca sulla solidità patrimoniale delle banche. Il risultato della solidità è determinato dalla relazione tra il valore patrimoniale e le scelte di investimento relazionate al loro rischio.

Ad oggi uno dei migliori investimenti in cui puoi investire i tuoi risparmi è proprio il conto deposito perché non ha spese, è un investimento a breve termine è molto tutelato da varie garanzie.

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