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Investire Oggi


Questi fondi, (FCM, in inglese), offrono investimenti simili a quelle dei depositi delle banche commerciali, ma non sono garantiti dalle autorità di regolamentazione. Essi offrono un interesse superiore a quello di deposito ordinario in cambio di un rischio più elevato: investire in obbligazioni societarie o di tempi senza la protezione del Fondo di garanzia dei depositi “, che li rende vulnerabili ai riscatti massicci” in caso di dubbio, come accaduto alla crisi greca, secondo la denuncia Bruxelles.

ETF

Un’alternativa per l’acquisto di azioni della società individuali è di investire in ETF, prodotti che riuniscono un portafoglio di azioni e indici azionari, che possono vendere e comprare, mentre il mercato è aperto. Il loro controllo è regolata da agenzie come il mercato dei valori mobiliari Commissione Nazionale (CNMV). Il suo vantaggio è la facilità di investire in un mercato diversificato e pagare i dividendi sulle azioni acquistate. Ma Bruxelles influenza i livelli elevati di leva con cui le banche di investimento operano in esse.

Assicurazione del credito

I credit default swaps ( credit default swap, CDS, in lingua inglese ) sono di default di assicurazione sui prodotti finanziari, come ad esempio un prestito. Una delle chiavi per la crisi finanziaria è che tale assicurazione può essere acquistata su attività che non sono posseduti, che cosa sono chiamati dei CDS naked. Cioè, il debito greco può essere fissato, nella speranza di raccogliere in caso di default: in altre parole, una scommessa.

Il Parlamento europeo ha vietato questa pratica nel novembre 2011, un anno e mezzo dopo lo scoppio della crisi dell’euro e tre dopo l’intervento di American International Group (AIG), un assicuratore gigante che aveva trascinato il sistema finanziario come una riga di schede Domino mancato pagamento, la garanzia finanziaria che ha firmato negli anni del boom. Ad esempio, la Grecia ha ovviamente rimosso dalla esecuzione di alcuni 2.420 milioni di euro per la raccolta assicurativa.

Vantaggi e svantaggi del ‘bancaria shadow’

Bruxelles ritiene che questo tipo di ‘banca’ è utile per il sistema finanziario, ma anche riconosce i rischi di provocare un’altra crisi. Tra i suoi vantaggi sono quelli di fornire agli investitori alternative ai depositi bancari, capitali canale flussi di attività specialistiche, e finanziare l’economia reale dei paesi in progetti R & S delle imprese.

Inoltre, lo sviluppo di nuovi prodotti finanziari attraverso la cartolarizzazione degli altri beni. Ad esempio, messa in comune dei mutui in obbligazioni per nuovi prestiti è stato il motivo per cui sono nati Fannie Mae e Freddie Mac .

Tuttavia, allo stesso tempo rappresenta una serie di rischi per la loro mancanza di controllo, alcuni sistemica : le restrizioni meno che il capitale bancario, il ritiro del patrimonio netto può essere letale per i fondi. A ciò si aggiunge che molti investimenti sono basati su leva alto, in modo che il mancato pagamento del debito può causare una reazione a catena con altre entità, causando un collasso sistemico. Infine, l’ opacità del ‘bancario ombra’ è perfetto per evadere il fisco e nascondere il finanziamento di attività illegali. Inoltre, le banche commerciali possono ottenere i loro bilanci alcuni problemi di operazioni con società controllate impegnate nella ‘bancario ombra’, evitando controlli dalle autorità di regolamentazione. Questa è stata una delle cause principali della la più grande crisi finanziaria dai tempi della Grande Depressione .

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Come richiedere le detrazioni per il risparmio energetico


Anche nel 2012 privati e imprese che abbiano sostenuto delle spese finalizzate al risparmio energetico hanno diritto a uno sconto fiscale del 55%. Per esempio, l’installazione di pannelli solari dà diritto a una detrazione IRPEF pari al 55% dell’importo pagato, fino a una detrazione massima di 60.000 euro da suddividere in 10 anni.

Stessa percentuale di detrazione e di risparmio anche per l’installazione di coperture, pavimenti, finestre e infissi che migliorino il rendimento energetico.

Sarà premiato anche chi sostituisce impianti di riscaldamento obsoleti con nuove caldaie e con la messa a punto del sistema di distribuzione. In questo caso il bonus può arrivare fino a 30.000 euro, da suddividere sempre in 10 anni.

Interessante anche la detrazione possibile per gli interventi che comportano un miglioramento termico degli edifici esistenti di almeno il 20%. Lo sconto è pari al 55% della spesa sostenuta, fino a un valore massimo di detrazione di 100.000 euro, da ripartire in 10 anni.

Per usufruire della detrazione occorre farsi rilasciare da un tecnico abilitato l‘asseverazione o l’attestato di conformità (che va conservato), l’attestato di certificazione energetica o di qualificazione energetica, che va invece trasmesso all’ENEA per via telematica collegandosi a questo sito web.

La scheda informativa degli interventi eseguiti è anch’essa da trasmettere all’ENEA via Internet, entro 90 giorni dalla fine dei lavori.

I pagamenti devono essere effettuati mediante bonifico completo di causale del versamento, codice fiscale di chi richiede la detrazione, partita IVA e codice fiscale del prestatore d’opera.

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Un trucco per caricare gratis il cellulare


Concludiamo la nostra serie di post per ricaricare i cellulari gratis, proponendo le offerte che ci propone VODAFONE, grazie al servizio SOS Mi Ricarichi?E’ possibile richiedere delle piccole donazioni di credito telefonico ai clienti che usano questo gestore quando si ha un credito residuo inferiore a 3 euro.

Pe poterne usufruire basta digitare il codice *121* seguito dal numero della persona a cui richiedere la donazione e dal cancelletto es.: *121* 12345678 #, dove il numero da chiedere la donazione e’: 12345678. Se la persona chiamata accetta la donazione, si puo’ ricevere un credito di 3, 10 o 15 euro per un massimo di 2 richieste al giorno e 5 richieste in un mese, con un costo aggiuntivo a coloro che donano di 1,50 euro e 3 euro per chi dona 10/15 euro.

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Addizionali regionali e comunali, ma quanto ci costano


La primavera 2012 porta con sé i temibili aumenti delle addizionali IRPEF regionali (+ 0,33%), che andranno a colpire ogni tipo di contribuente, eccetto i pensionati con meno di 7000 euro lordi di assegni e i lavoratori con meno di 8000 euro lordi di stipendio. E poi ci sono le eventuali addizionali IRPEF comunali che i comuni hanno la possibilità di variare in un raggio che va dallo 0,135% allo 0,3% massimo a seconda delle necessità dell’amministrazione. Tanto per fare un esempio, una città come Chieti adotterà l’aliquota più bassa, mentre Catanzaro applicherà quella più alta.

Se guadagnate 1200 euro lordi al mese, pagherete 51 euro di IRPEF regionale, che diventano 73 euro per 1700 euro lordi mensili, che salgono ulteriormente a 94 euro per una busta paga di 2200 euro lordi e a 137 euro se il vostro stipendio è di 3200 euro. La formula per il calcolo è questa: stipendio lordo mensile x 13 mensilità x 0,33.

Per quanto riguarda l’addizionale IRPEF comunale, per uno stipendio 1200 euro lordi al mese, in una città in cui l’aliquota stabilità è la più bassa (0,135%), l’esborso sarà di 21 euro; per un’aliquota massima dello 0,3% salirà a 47 euro.

Per uno stipendio di 1700 euro lordi mensili l’incremento massimo dell’Irpef comunale può andare da un minimo di 30 euro fino a 66 euro annuali in più. Con uno stipendio di 2200 euro lordi mensili l’aggravio minimo dell’addizionale IRPEF comunale è di 39 euro e il massimo di 86 euro. Con 3200 euro lordi si può andare da 56 a 125 euro di maggiorazioni.

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La riforma del catasto cambia il calcolo sulle tasse casa


CatastoDi rivoluzionare il catasto se ne parla da anni. Ci voleva il governo tecnico per farlo? Forse sì. Sembra proprio che Monti & Co siano riusciti nell’intento.

In base alla legge delega sul fisco, infatti, le tasse sulla casa non verranno più calcolate in base ai vani catastali – misurazione che privilegia furbizie di ogni tipo, ve ne parleremo tra poco – ma in base ai metri quadri. Un modo, sacrosanto, per avvicinare il valore della casa di mercato a quello rilevabile da catasto.

Una rivoluzione in termini difficile da quantificare a priori, se pensiamo che il conteggio corretto sarà effettuato solo grazie a complessi calcoli algoritmo. Ma i contribuenti, nel loro complesso, saranno chiamati a pagare di più. Soprattutto se proprietari di abitazioni in centri storici o in città a vocazione turistica.

Il governo assicura che la manovra sarà a saldo zero: non entrerà un euro in più nelle casse dello Stato perché i maggiori introiti saranno restituiti ai cittadini attraverso uno sconto sulle aliquote da versare. La compensazione, però, non potrà essere uguale per tutti. Probabilmente favorirà le nuove periferie urbane. E, soprattutto, non è detto che la promessa sulla restituzione possa essere mantenuta.

Difficile credere al miraggio del costo zero. La casa è il bene più prezioso degli italiani, ma anche dello Stato. E’ grazie agli infiniti balzelli sui nostri immobili, infatti, che esso fa cassa. Qualora ci sarà necessità di maggiori introiti, siamo sicuri che il saldo zero salterà.

Come era la situazione prima

A Roma, per esempio, due appartamenti, uno con una superficie di 100 metri quadrati e l’altro di 74,4, possono avere lo stesso numero di vani (sei) e pagare – ora – lo stesso importo in tasse. Su due appartamenti di 100 metri quadri ciascuno, ma con diverso numero di vani, la tassazione può differire anche per 500 euro. Quando la riforma catastale entrerà in vigore, l’introduzione del parametro “metro quadrato” diminuirà le storture.

Un bene o un male?

Dipende. Verranno penalizzati alcuni proprietari di abitazioni favorendone degli altri. E’ ovvio. Ci saranno alcune abitazioni, come quelle delle zone di pregio e quelle delle aree di grande interesse turistico, che subiranno quasi sicuramente una vera e propria stangata fiscale. Altre, soprattutto in provincia, potrebbero vedere invece alleggerito il peso fiscale che attualmente grava su di loro, tra Imu e altre imposte.

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La situazione redditi degli italiani è drammatica


Dimenticandoci dell’evasione fiscale, ma solo per un momento, in Italia metà della popolazione tira praticamente a campare.

Stando ai dati relativi alle ultime dichiarazioni dei redditi presentate, infatti, la metà dei contribuenti dichiara un reddito che non arriva neanche a 15 mila euro.

Trattasi, in accordo con quanto riportato dal Blog Prestiti, di oltre 20 milioni di italiani, dei quali 14 milioni circa che a sua volta dichiarano al lordo non più di 10 mila euro. La fotografia ufficiale sui redditi degli italiani è in sostanza drammatica, ma chiaramente ci sono gli italiani a basso reddito, e quelli finti poveri che nascondono le entrate al Fisco.

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Mantenere un figlio ai giorni d’oggi


A Napoli, ma non solo, si dice che i figli sono “pezzi di cuore”, ma secondo quanto calcolato dalla Federconsumatori, al giorno d’oggi potrebbero essere definiti anche come “pezzi del portafoglio”: l’associazione di consumatori ha infatti voluto calcolare il costo necessario per mantenere un figlio di questi tempi dalla nascita fino alla maggiore età. Ebbene, il dato in questione ammonta a 170mila euro, quindi un impegno economico importante, ma necessario e appagante.

Ovviamente, la spesa complessiva dipende da quale reddito può vantare la famiglia coinvolta. Si tratta, nel dettaglio, della media dei costi diretti di mantenimento, con una incidenza superiore anche al 35% rispetto a un nucleo che non ha prole e gli stessi stipendi. In questa maniera, però, si scoraggiano le nascite e un figlio viene visto come un impegno proibitivo, tenuto conto della grave crisi economica che sta coinvolgendo un po’ tutti.

La stessa Federconsumatori ha anche suddiviso le varie spese anno per anno. Anzitutto, il primo anno di vita comporta un costo di 6.350 euro come minimo, mentre il limite massimo è di ben 14mila euro (nel 2011 la stessa spesa era inferiore di quattro punti percentuali). Quando si va alle scuole medie, poi, è necessario sborsare altri novecento euro, mentre il mantenimento di un universitario varia dai 1.300 ai 9.000 euro.

Ovviamente, vi sono dei costi che prevalgono sugli altri, in primis quelle per l’educazione, addirittura superiori al tasso di inflazione. Inoltre, bisogna considerare anche la salute, i trasporti, l’abbigliamento e l’alimentazione: i figli non possono diventare un lusso, questo è un chiaro messaggio alla politica, sono più che mai urgenti delle misure a sostegno delle famiglie e, in particolare, della natalità che non siano i soliti bonus miseri e illusori.

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Sono in aumento i prestiti liquidità


Sempre più prestiti liquidità, e sempre meno finanziamenti finalizzati.

E’ questa l’istantanea in Italia sui prodotti di accesso al credito in accordo con un’indagine riportata dal Blog Prestiti. In pratica se in passato la classica richiesta di prestito era finalizzata all’acquisto di un bene durevole, ad esempio un’auto, al giorno d’oggi invece si chiedono soldi alle banche ed alle società finanziarie per arrivare a fine mese, e per questo come prodotto si sceglie un prestito per liquidità.

Dall’indagine è anche emerso come in maggioranza siano gli uomini rispetto alle donne a chiedere un prestito.
Il tutto a fronte comunque di un calo medio degli importi erogati visto che si è passati dai 17.500 euro di un anno fa ad una media che ad oggi è di 11.500 euro.

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Decreto Salva Italia introduce una nuova tassa sui conti correnti


Tasse 300x300 Nuova tassa sui conti correntiIl Decreto Salva Italia ha introdotto una nuova tassa sui conti correnti, mediante variazione della precedente imposta di bollo applicata su tali rapporti.

La nuova tassazione sui conti correnti bancari comporta diverse importanti novità sul fronte del prelievo fiscale, che potrebbero costituire beneficio per chi detiene un conto corrente con scarse giacenze, e penalizzare coloro che invece detengono sul conto importanti somme di denaro.

Il Decreto Salva Italia introduce infatti un’imposta proporzionale pari a 0,1 punti percentuali per il 2012, con un importo minimo di 34,20 euro e un importo massimo di 1.200 euro, che sale allo 0,15% nel 2013, con abbattimento del limite massimo dei 1.200 euro. Viene inoltre prevista una soglia di esenzione, rappresentata dall’area no-tax per coloro che detengono un conto corrente con giacenza non superiore ai 5 mila euro.

La nuova tassa sui conti correnti colpisce tutti coloro che risultano essere titolare di un rapporto di conto, persone fisiche, ai quali viene indirizzato l’estratto conto (è infatti su tale comunicazione, cartacea o elettronica, che viene applicata l’imposta di bollo).

Una delle novità del Decreto riguarda inoltre la possibilità di estendere la tassazione anche ai conti deposito, che fino ad ora erano stati rappresentativi di “isole felici” nei quali depositare sul brevissimo termine le proprie giacenze, grazie a una diffusa esenzione dagli ultimi provvedimenti in materia fiscale.

Ebbene, la nuova tassa si estende anche ai rapporti di conti di deposito, nelle stesse percentuali già previste per i conti correnti. Un balzello che non dovrebbe comunque minare alla base la convenienza di questi prodotti (vincolati e liberi) rispetto ad altre forme di investimento e di deposito nel breve termine.

Ricordiamo inoltre che in caso di intestazione di più conti correnti o più conti di deposito, la tassa seguirà il conto e non l’intestatario (pertanto, sono possibilità applicazioni di più tasse, quanti sono i conti posseduti dal cliente bancario).

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Pronti gli aiuti alle mamme che non hanno un lavoro


mamma e figli1 300x218 Lassegno mensile per le mamme non lavoratriciL’importo che è destinato alle mamme che non hanno un lavoro, italiane, ma anche di nazionalità comunitaria o anche in possesso di un’apposita carta di soggiorno, sarà pari quest’anno a 324,79 euro: si tratta dell’assegno mensile che verrà erogato in favore di queste donne per gestire nel migliore dei modi le nascite dei loro figli, oltre ai cosiddetti affidamenti preadottivi e le adozioni senza alcun affidamento.

Come stabilito ieri dalla Presidenza del Consiglio, più precisamente da Dipartimento per le Politiche della Famiglia, l’ammontare è esattamente quello appena menzionato, il quale risulta in modo chiaro e inequivocabile dalla Gazzetta Ufficiale e in base a quanto si può calcolare dalle rivalutazioni poste in essere dall’Istat.

L’assegno in questione, inoltre, sarà corrisposto nei confronti di quelle famiglie che sono composte da tre componenti e che presentano un reddito Isee (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) inferiore alla soglia di 33.857 euro.

Le indennità di maternità saranno comunque previste nel dettaglio. Tutto dipende dall’indice Istat, appunto, il quale è risultato pari al 2,7% giusto un mese fa. Lo stesso comunicato in Gazzetta, tra l’altro, precisa come l’assegno mensile destinato al nucleo familiare e da corrispondere agli aventi diritto per il 2012 sia stato fissato in 135,43 euro, nel caso in cui dovesse spettare nella misura intera. Il valore dell’Isee scende in tal caso fino a 24.377,39 euro, con i nuclei stessi che vengono considerati in base a una diversa composizione, ma pur sempre sfruttando la scala di equivalenza.

Tornando invece a parlare delle mamme non lavoratrici, c’è da dire che il testo normativo di riferimento in questa ipotesi è il Decreto legislativo 151 del 2001: si tratta del cosiddetto “Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità”, il cui articolo 74 prevede proprio le modalità con cui stabilire gli assegni, i quali sono erogati dall’ufficio competente dell’Inps.

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Nuova tassazione sui deposito titoli


Tasse 300x3001 Nuova tassa sul risparmioLa c.d. nuova tassa sul risparmio, è una innovazione fiscale che comporta una variazione del carico dell’imposta di bollo sugli strumenti finanziari. Introdotta con la recente manovra Monti di fine 2011, la nuova tassa sul risparmio introduce un’imposta di bollo proporzionale al controvalore di mercato dei titoli detenuti in portafoglio, e si preannuncia poter essere maggiormente penalizzante per una larga fetta di investitori.

Nel dettaglio, la nuova tassazione del deposito titoli prevede un tributo pari allo 0,10% del controvalore degli strumenti finanziari, con un minimo di 34,20 euro e un massimo di 1.200 euro. Nel 2013, il tributo sarà elevato allo 0,15%, con un minimo di 34,20 euro e l’abbattimento del massimo stabilito in termini assoluti per il precedente 2012.

Soggetti a tassazione saranno i risparmi investiti in qualsiasi strumento finanziario, come ad esempio accade per le azioni e le obbligazioni. Inoltre, il tributo sarà applicato anche a quegli strumenti finanziari che non sono tradizionalmente detenuti in un deposito titoli, quali – a titolo di esempio – le quote di fondi comuni di investimento, le polizze vita, e così via.

Il prelievo verrà effettuato al momento dell’invio delle comunicazioni di legge. Pertanto, la periodicità di addebito dell’imposta di bollo varierà a seconda della periodicità dell’invio della rendicontazione legale. Complessivamente, ad ogni modo, l’imposta rimarrà stabilita tra le misure minime e massime sopra concordate.

Il prelievo fiscale è inoltre esteso anche ai conti correnti, ai quali si applicherà il tributo di cui sopra, pur con una soglia di esenzione che riguarderà tutti i correntisti che detengono giacenze non superiori ai 5 mila euro. Per la prima volta, la tassa sul risparmio interesserà anche i conti deposito, che pertanto vedranno applicata una tassazione sulle giacenze proporzionale all’entità: una tassazione che non sembra tuttavia abbia scoraggiato i risparmiatori dal rinnovare la propria fiducia a tali strumenti.

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Gli emendamenti al decreto liberalizzazioni


Uno di questi emendamenti riguarda i conti correnti dei pensionati, che saranno a spese zero per quei pensionati che usufruiscono di un assegno fino a 1.500 euro. Un’altra proposta prevede la possibilità di ottenere un mutuo senza l’obbligo di aprire un conto corrente presso la stessa banca alla quale si richiede il prestito e senza l’applicazioni di commissioni aggiuntive a favore delle banche le quali perdono anche la possibilità per i dirigenti di ricoprire una molteplicità di incarichi in imprese concorrenti. L’emendamento al decreto prevede che l’obbligo di aprire un conto corrente presso quella banca venga considerato una pratica commerciale scorretta.

Dopo aver ottenuto il via libera definitivo dalla Camera nonostante i voti a favore dell’operato del governo Monti siano diminuiti drasticamente poichè alcuni dei suoi più fedeli sostenitori, non essendo d’accordo con tutti i passi della manovra, tra le novità dell’ultima ora, dopo la approvazione degli emendamenti al testo originale presso la Commissione industria del Senato, riguardano i preventivi che i professionisti dovevano inizialmente rilasciare in forma scritta in caso di richiesta del cliente: adesso il professionista è tenuto ad indicare un prezzo di massima che il cliente potrà spendere ma che varierà di quelle spese non calcolabili, come nel caso degli avvocati in base al numero delle udienze ed in più saranno abrogate le tariffe fisse per i professionisti iscritti agli albi.

Una delle novità introdotte riguarda una tariffa RC auto unica a livello nazionale per tutti i virtuosi del volante, sia per privati che imprese, ovvero per tutti coloro che sono nella classe migliore delle liste assicurative vista la mancanza di incidenti causati anche se applicare tale norma non sarà facile poichè poco chiare sono le modalità di attuazione della stessa.

Non solo: tra i punti ritoccati in corso d’opera c’è anche il reintegro delle commissioni bancarie che erano originariamente state cancellate lasciando ora la possibilità per gli istituti di credito di applicare le commissioni. Ma al mondo bancario questo non basta infatti Giuseppe Mussari, presidente dell’Abi, ha dichiarato che si deve istituire un plafond per gli investimenti oltre a risolvere il tema dei crediti della PA offrendo nel primo caso condizioni di investimento per le imprese maggiormente vantaggiosi e nel secondo caso la possibilità di facilitare l’incasso di crediti nei confronti della PA senza gravare ulteriormente sul debito pubblico.

Per tale motivo è stato istitutito un Osservatorio per il monitoraggio dell’accesso al credito che si potrà attivare d’ufficio o su segnalazione delle imprese a fronte di una mancata concessione o revoca di credito ritenuta ingiustificata. L’organismo potrà dunque chiedere di rivedere la pratica e formulare raccomandazioni per migliorare i sistemi di verifica del merito di credito.

Altra novità riguarda le ssrl per i giovani: l’atto verrà redatto pubblicamente da un notaio che però non percepirà compenso per la stesura ed il rogito dello stesso. Saranno poi istituiti 8 nuovi tribunali per le imprese che si vanno ad aggiungere alle già esistenti 12 sezioni in materia e probabilmente ci saranno nei prossimi giorni delle modifiche in merito alla questione del quorum per l’apertura di nuove farmacie.

Non solo: Senato e Camera andranno ora ad approvare in via definitiva anche gli emendamenti previsti per i pagamenti dell’IMU per la Chiesa su scuole e ostelli, la possibilità per i benzinai di rifornirsi da chiunque senza più esclusiva e l’abbattimento delle commissioni per i pagamenti con bancomat presso i distributori fino ad una spesa di 100 euro.

Novità anche per le polizze sulla vita: le banche hanno l’obbligo di sottoporre almeno due diversi preventivi di polizze, che non devono essere ricondotti allo stesso istituto di credito. In ogni caso il cliente può scegliere la polizza più conveniente. Opportunità di risparmio anche per quanto riguarda l’assicurazione auto. Potrebbe arrivare anche, insieme alla scatola nera, un dispositivo in grado di misurare il tasso di alcool del guidatore, nel momento in cui questi sale sull’auto.

Delle altre novità riguardano le class action e i contratti pubblici di appalto dei lavori, che non saranno più competenza del tribunale delle imprese. Si cercherà anche di modificare i vertici delle fondazioni bancarie in modo che le stesse persone non possano detenere posizioni importanti anche nelle società concorrenti o negli organi gestionali e di sorveglianza.

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