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Nokia svelerà uno smartphone che renderà l’iPhone “un pezzo d’antiquariato”?


Nokia sta per lanciare il nuovo entusiasmante Lumia 900 con Windows Phone, questi, grazie ad una serie di sovvenzioni, potrà essere tranquillamente acquistato a circa 99$. Tuttavia, oltre al suddetto interessante dispositivo, pare che l’azienda stia lavorando ad un progetto a dir poco futuristico.

In un’intervista al giornale Kauppalehti, il designer di Nokia Marko Ahtissari ha affermato che la compagnia è attualmente al lavoro per la creazione di un rivoluzionario dispositivo che farà sembrare tutti gli altri dei pezzi d’antiquariato. Nello specifico, tale prodotto dovrebbe montare il nuovo sistema operativo Microsoft quale Windows Phone, in quanto OS come Symbian e Android vengono definiti come “case di bambole”.

Sfortunatamente Ahtissari non ha voluto rilasciare alcuna informazione dettagliata sulle specifiche del device, tuttavia egli ha affermato che sarà talmente rivoluzionario da non richiedere alcun tocco da parte dell’utente. In altre parole, basterà parlarvi e lo smartphone opererà da solo. Da quanto detto, pare che la tecnologia dovrebbe essere molto simile a Siri, ma perché non pensare anche ad un sensore in stile Microsoft Kinect?

In seguito a tali affermazioni, un portavoce di Nokia ha voluto precisare che quanto detto da Ahtissari corrisponde ad una serie di idee che lo stesso designer ha promosso sin dal Dicembre 2010, tuttavia non ha voluto rilasciare dichiarazioni sulla possibilità che tali tecnologie vengano implementate in un futuro dispositivo.

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Chiarimenti sulla riforma del catasto


La riforma del catasto sta per essere avviata e intende eliminare le attuali sperequazioni, che portano a pagare Imu differenti anche in presenza della stessa superficie. Il provvedimento dovrebbe essere messo a punto la prossima settimana e dovrebbe cambiare il rapporto che i cittadini hanno con il valore della loro casa. Per il momento infatti le tasse sull’abitazione vengono calcolate in base ai vani in cui la casa stessa è divisa.

Le nuove regole invece stabiliscono che il valore della casa verrà calcolato in base ai suoi metri quadrati. L’inconveniente consiste nel fatto che i contribuenti dovranno pagare di più, in particolare se possiedono una casa nel centro storico o in delle città turistiche.

Il Governo tuttavia assicura che non ci saranno problemi, perché si attuerà un processo di compensazione per mezzo di uno sconto sulle aliquote da versare. In realtà bisogna considerare che la compensazione non sarà uguale per tutti i cittadini, ma favorirà soprattutto le nuove periferie urbane.

Con la riforma del catasto si andrà a rimediare per esempio alla definizione di vano, che è piuttosto vaga. In ogni caso, per considerare l’importo da versare a livello di tasse, verrà preso in considerazione anche il luogo in cui è ubicato l’immobile.

La riforma intende modificare anche le categorie catastali, cambiando i parametri e superando le attuali ambiguità fra le categorie, anche in correlazione con il mercato. Basti pensare che ad oggi risultano delle finte case ultra popolari, in un milione delle quali non ci dovrebbe essere nemmeno il bagno.

Dopo che saranno misurati i metri quadrati delle case e dopo avere stabilito la categoria catastale di appartenenza, all’abitazione sarà attribuito anche un corretto valore fiscale. Per fare questo bisogna definire il valore di mercato in base al valore reddituale e a quello patrimoniale.

Adesso la riforma vuole introdurre anche un algoritmo informatico, che terrà conto anche delle caratteristiche della zona e dell’edificio. I valori dell’algoritmo saranno aggiornati di periodo in periodo.

Il Governo Monti assicura che gli introiti derivanti dalla riforma del catasto saranno restituiti ai cittadini attraverso la compensazione con le riduzioni delle aliquote, ma non tutti ci guadagneranno, perché il tutto potrebbe comportare una vera e propria stangata fiscale per le case che si trovano nelle zone prestigiose e nelle aree turistiche.

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Il Consiglio dei Ministri approva la legge salva-famiglie


Arriva la legge salva-famiglie, con un disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri, che intende regolare i casi di bancarotta individuale. Secondo il nuovo provvedimento il debitore meritevole non sarà costretto ad essere più pignorato a vita. Ci potrà essere l’intervento del giudice, il quale avrà il compito di guidare il debitore verso una ristrutturazione ragionata della propria esposizione. Il tutto dovrebbe tutelare le persone nel diritto al consumo, in modo da non far perdere questo diritto a causa di eventi quali la perdita del posto di lavoro, un divorzio o una malattia.

Naturalmente non si tratta di una cancellazione dei debiti, ma solo della possibilità di provvedere ad essi attraverso una forma di rateizzazione. La cancellazione dei debiti potrà avvenire eventualmente solo attraverso un processo complicato, una volta che il debitore avrà pagato una parte di ciò che gli spetta saldare. In ogni caso il nuovo disegno di legge mira a dare una seconda chance e ad evitare il ricorso agli usurai.

Il ricorso alla Composizione contro il pignoramento dei beni
Secondo il nuovo decreto legislativo il debitore che non riesce a pagare può fare ricorso alla Composizione, organismi di composizione della crisi, che agiranno da consulenti gratuiti per predisporre un piano di ristrutturazione basato sulle possibilità reali in termini di pagamento. Il piano dovrà essere omologato dal giudice e in questo modo saranno sospese le iniziative contro i debitori, i cui beni non saranno pignorati.

Il ricorso alla liquidazione
C’è anche il caso in cui una persona potrebbe avere molti debiti, ma allo stesso tempo potrebbe disporre anche di proprietà tali da permettergli di affrontare al meglio una situazione di emergenza finanziaria. In questo caso le proprietà del soggetto possono essere messe nelle mani di un liquidatore che le metterà in vendita. In questo modo si potrà disporre di una liquidazione accelerata, la quale non determinerà dei costi per chi è andato in rosso.

Attraverso la liquidazione verrà saldata una parte dei debiti e ciò che resterà fuori non potrà più essere richiesto. Il tutto però è possibile se il giudice riterrà che si tratta di un debitore meritevole, una persona che ha contratto un debito ragionevole rispetto al reddito di un determinato periodo. Il giudice dovrà tenere in considerazione l’essersi verificate di circostanze, come divorzi, malattie e licenziamenti, che hanno potuto influire negativamente sulle entrate economiche del debitore.

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Tutte le tasse che si pagano per gli affitti


cedolare secca Tassa cedolare secca affittiDovrebbe trattarsi dello strumento mediante il quale far emergere il mondo sommerso degli affitti in nero. La cosiddetta “cedolare secca“, ovvero un’imposta unica per sostituire le innumerevoli tasse che gravano sui contratti di locazione e scoraggiano i proprietari a “mettersi in regola”, è stata introdotta con il decreto legislativo del 14 marzo 2011 n. 23 sull’autonomia fiscale dei comuni approvato dal governo.

Sui contratti di locazione annui stabiliti tra le parti, si deve pagare un’imposta fissa del 20% al posto dell’Irpef, delle addizionali, dell’imposta di bollo e di registro. La cedolare secca scende invece al 19% se i contratti di locazione sono a canone concordato o se relativi a immobili situati nei Comuni ad alta tensione abitativa individuati dal CIPE. La base imponibile dell’imposta sostitutiva è pari al 100% dell’intero canone.
Per pagare acconto e saldo va utilizzato il “Modello F24”. Si moltiplica per il 21% (o per il 19% nel caso di canone concordato) l’importo complessivo del canone annuo. Sulla cifra che ne risulta va calcolata la quota corrispondente alla par te di acconto dovuta allo Stato.

La cedolare è facoltativa e dunque si può sempre scegliere il regime ordinario, laddove fosse più conveniente. Il gettito derivante dalla cedolare va ai Comuni che, insieme a quello delle imposte di bollo, di registro, ipotecarie e catastali e dell’Irpef sui redditi immobiliari, contribuisce a far cassa e a compensare i tagli dei trasferimenti da Roma.

Il proprietario dell’immobile – persona fisica (dunque privato che non opera nell’esercizio di impresa o professione) che ha locato un immobile ad uso abitativo – è tenuto a corrispondere un acconto, previsto nella misura dell’85% nel 2011, e del 95% nel 2012.
Il locatore deve inoltre provvedere a comunicare all’inquilino (mediante lettera raccomandata) la scelta di tale specifico regime fiscale, dichiarando espressamente di rinunciare per tutto il periodo del contratto all’aggiornamento del canone, compreso l’adeguamento Istat annuale.

L’Agenzia delle Entrate ha predisposto un modello specifico per la cedolare secca, scaricabile dal sito web dell’Agenzia stessa, al seguente indirizzo http://www.agenziaentrate.gov.it

Siria, questo è il nome del modello di registrazione semplificato, rappresenta un’ alternativa al modello cartaceo 69, sinora utilizzato per registrare i contratti di locazione. I termini per la presentazione rimangono invariati per entrambi i modelli, ovvero entro 30 giorni dalla data di stipula del contratto.

La presentazione del modello Siria va fatta esclusivamente per via telematica all’Agenzia delle Entrate direttamente dai contribuenti abilitati ai servizi telematici o tramite i soggetti incaricati di cui all’articolo 3, comma 3 del DPR 332 del 22 luglio 1998.

Il modello Siria può essere usato solo in determinati casi:

- se i locatori e gli affittuari sono al massimo tre;

- se si sta affittando una sola unità abitativa con al massimo tre pertinenze (cantina, box ecc..);

- se tutti gli immobili devono essere censiti al catasto con rendita.

Al di fuori di tale ambito di applicazione, si continua a utilizzare il vecchio “Modello 69” a cui sono state apportate opportune modifiche per passare alla cedolare.

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Buone nuove per i futuri mutuatari


8_big.jpgCi sono all’orizzonte buone nuove per i futuri mutuatari. Dopo quasi un anno di continui rialzi degli spread, fra un paio di mesi si potrebbe cominciare a vederne una seppur lenta discesa.

Questo dovrebbe riaccendere l’interesse verso l’acquisto casa per chi – come dargli torto – aveva momentaneamente accantonato l’idea in attesa di “tempi migliori”.

L’incremento del credito porterebbe anche una svegliata al mercato immobiliare e costruttivo, da sempre traini dell’economia anche grazie alle recenti disposizioni normative e accordi tra Governo e Abi per la moratoria per le imprese.

Restiamo quindi in attesa di vedere come si muoveranno le banche italiane sul fronte mutui casa anche alla luce dei risultati della nuova asta tenuta dalla BCE e che ha visto richieste, da parte di 800 istituti europei, di oltre 529 miliardi ad un tasso dell’1%

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Buone notizie dal mercato immobiliare


8_big.jpgCi sono all’orizzonte buone nuove per i futuri mutuatari. Dopo quasi un anno di continui rialzi degli spread, fra un paio di mesi si potrebbe cominciare a vederne una seppur lenta discesa.

Questo dovrebbe riaccendere l’interesse verso l’acquisto casa per chi – come dargli torto – aveva momentaneamente accantonato l’idea in attesa di “tempi migliori”.

L’incremento del credito porterebbe anche una svegliata al mercato immobiliare e costruttivo, da sempre traini dell’economia anche grazie alle recenti disposizioni normative e accordi tra Governo e Abi per la moratoria per le imprese.

Restiamo quindi in attesa di vedere come si muoveranno le banche italiane sul fronte mutui casa anche alla luce dei risultati della nuova asta tenuta dalla BCE e che ha visto richieste, da parte di 800 istituti europei, di oltre 529 miliardi ad un tasso dell’1%

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La scommessa del mercato Forex


forex e gioco d'azzardoIl forex trading si presta al gioco d’azzardo viste le promesse di alti premi e la possibilità data agli operatori di incrementare la leva.

Allo stesso modo, la maggior parte dei Forex trader ha una mentalità simile a quella dei giocatori d’azzardo, e cioè che stanno cercando di fare un sacco di soldi in modo veloce. L’idea di ottenere una grande vittoria è quello che attira di solito i giocatori d’azzardo e i forex trader a fare quello che fanno.

E tu, giochi d’azzardo nel mercato forex?

Per determinare se stai giocando d’azzardo nel forex, devi porti le seguenti domande:

  • Hai un vantaggio rispetto al mercato ?
  • Ti capita mai di rischiare più del 5% del tuo account ?
  • Fai trading con denaro che non puoi permetterti di perdere ?
  • Sei in attesa della tua prossima grande transazione ?

Se hai risposto sì a queste domande c’è un’alta probabilità che tu stia giocando d’azzardo con i tuoi soldi nel mercato Forex, rispetto ai professionisti che si avvicinano a questa attività con maggiore cautela, in quanto la trattano come fosse la gestione di un’impresa.

I giocatori d’azzardo non vedono a quello che fanno come ad un business. Invece, si avvicinano al forex con un zelo pericoloso. Ma è qui dove il forex trading può differire dal gioco d’azzardo. Gli operatori possono utilizzare un metodo collaudato e di vantaggio rispetto al mercato.

La maggior parte dei giocatori agisce sulla speranza. Sperano nella vittoria sulla prossima puntata e speriano che possano recurerare le perdite che hanno subito. Quando i forex trader agiscono per speranza entrano in acque molto pericolose.

Che cosa si può fare se si sta operando come un giocatore?

Rendersi conto che si sta facendo trading come un giocatore d’azzardo è una realizzazione dolorosa, ma che può essere superata iniziando a trattare il forex trading come se fosse una carriera o un business.

Tutte le imprese hanno un business plan e il trading non dovrebbe essere niente di diverso.

Il business plan deve contenere i seguenti elementi:

  • Comprensione di quanto si sta rischiando
  • Regole di ingresso e di uscita
  • Regole di gestione del trading
  • Tempo per esaminare il mercato

Essere realistici su ciò che si può ottenere con il piano di trading è essenziale. Con il forex trading si possono fare soldi in modo coerente, ma se si sta aprendo un conto con mille dollari non si può pretendere di guadagnare un milione di dollari e lasciare il lavoro.

Inoltre, ogni impresa deve tenere un registro dei soldi guadagnati e persi. Il tuo trading dovrebbe anche avere un registro simile. Il tuo registro deve tenere traccia di tutte le cose, quali le operazioni effettuate, i risultati incluso l’utile / la perdita e come è stato gestito il trading.

Cominciare ad agire come un trader professionista

Gli operatori professionali non si vedono i mercati come un gioco o un luogo per correre dei rischi enormi. I traders professionisti sanno che il trading forex è basato interamente sulla gestione del rischio. Iniziare entrando nella giusta mentalità e diventare un professionista per gestire il rischio. Non utilizzare una leva molto elevata evitando di correre rischi che potrebbero paralizzare l’account. Invece capire le tecniche di gestione del denaro e come è possibile proteggersi dai rischi pur non limitando il potenziale di rialzo.

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Crollano i prezzi del mercato immobiliare spagnolo


Casa in spagnaIl mercato dell’immobile spagnolo boccheggia. Un po’ come la sua nazione. I dati 2011 che propone il sito iocomprocasa, sono,m in questo senso, lapidari: il calo delle vendite è sceso al 17,7%.

Un dato che assume connotazioni ancora più negative se rapportato al valore fatto segnare nel 2010, + 6,8%, quando in terra iberica c’era qualche speranza di ripresa. Grazie, all’idea, per esempio, della vendita porta a porta.

Un crollo senza precedenti, quello spagnolo. Ragionando in termini assoluti, il totale delle case vendute in Spagna è stato pari a 361.831 unità.

Nel 2012 le cose stanno andando in modo ancora peggiore. Ad ogni modo, il fondo del barile non dovrebbe ancora esser stato toccato.

La maggioranza degli studi diffusi all’interno dei confini spagnoli afferma infatti come il mercato immobiliare iberico possa peggiorare ulteriormente, a causa di una scarsa crescita dell’economia locale (+ 0,7% nel 2011) che dovrebbe invertire la tendenza, e accomodarsi in fase recessiva, per il 2012 appena cominciato (con presumibile comparsa del segno negativo già al termine del primo trimestre dell’anno).

Per quanto concerne il solo settore immobiliare, ricordiamo come a dicembre 2011 le transazioni siano state 23.255 unità, il 15,6% in meno rispetto a quelle rilevate a novembre, e il 25,3% in meno rispetto a quelle di dicembre 2010. Per quanto riguarda infine l’offerta di mercato, si stima che in Spagna vi siano almeno 1,5 milioni di abitazioni in attesa di essere vendute.

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Cosa è la Tobin Tax?


La tassa sulle transazioni finanziarie, nota anche come Tobin Tax, è diventata un grosso problema per quasi ogni paese che dovrà prendere accordi il prossimo 29 gennaio. Una cosa è certa, non sarà facile, così come non è mai facile quando si tratta di prendere un accordo tra i 27. Una cosa che tutti quelli che sostengono il piano di tale tassa è che l’attuale proposta avanzata dalla Commissione europea dovrà essere modificata e, cosa ancora più importante, dovrà essere più robusta.

Come previsto, con l’eccezione dei conservatori britannici e del loro gruppo politico, c’è stato il sostegno generale del comitato al fine di avere un’imposta europea sulle transazioni finanziarie. La maggior parte di essi ha convenuto che la priorità dovrebbe essere quella di puntare ad una imposta valida per tutti i 27 paesi mentre, se questo non è realizzabile, allora si dovrebbe puntare all’intera zona euro.

Nel complesso, la principale preoccupazione dei parlamentari europei, così come quella di molti Stati membri e delle istituzioni finanziarie, è il cosiddetto principio di residenza. Molti deputati hanno detto che la cosa potrebbe portare ad una certa evasione, anche se alcuni sottolineato che il costo della tassa proposta è così basso che sarà più costoso spostare una società che pagare la tassa.

Tuttavia, se Francia e Germania dovessero andare avanti senza la Gran Bretagna ed altri paesi, la proposta iniziale della Commissione per avere una tassa su tutti i 27 stati membri dell’UE dovrà essere modificata in modo da fermare i commercianti della zona euro e le banche dal trasferirsi a Londra e in altri potenziali paradisi fiscali.

I funzionari hanno detto che qualsiasi nuovo piano dovrebbe utilizzare il principio di residenza, ma l’idea è quella di richiedere che qualsiasi prodotto finanziario emesso da un governo o da un’azienda in un’area in cui si applica la Tobin Tax, debba essere oggetto di prelievo, indipendentemente da dove le parti si trovano.

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Prezzi degli immobili resteranno stabili per tutto il 2012


Secondo quanto affermato da una recente ricerca di Tecnocasa, i prezzi degli immobili, in Italia, rimarranno sostanzialmente stabili nel corso dell’anno appena cominciato. Come già accaduto in passato, le dinamiche risulteranno più favorevoli nelle grandi città (e in particolar modo in quelle del Centro Nord) rispetto a quanto riscontrabile nei comuni più piccoli e negli hinterland (e, in questo caso, soprattutto nel Sud del Paese).

Tecnocasa, pur premettendo che l’attuale contesto macroeconomico incerto “rende difficile effettuare delle previsioni”, è convinta che a livello nazionale i prezzi oscilleranno tra una contrazione di un punto percentuale e un incremento della stessa entità. Come detto, migliore sarà la performance di Roma, Milano e Torino, con prezzi tra la stabilità e l’incremento di 2 punti percentuali, mentre a Napoli e Bari è previsto un lieve decremento che, nella peggiore delle ipotesi, potrà toccare i 2 punti percentuali.

Per quanto invece riguarda i tempi di vendita, il 2012 dovrebbe veder confermata la tendenza di compravendite conclusi tra i 6 e i 7 mesi. Come intuibile, i tempi potranno tuttavia subire riduzioni più o meno significative nel caso in cui il venditore si dimostri propenso a diminuire i prezzi. Un’altra variabile che dovrebbe influenzare in modo corposo l’andamento delle vendite e le pressioni sui prezzi delle case dovrebbe essere lo stato di salute del mercato del lavoro da una parte, e la presumibile generosità (o meno) delle politiche creditizie da parte delle banche, con nuove restrizioni che si affacciano all’orizzonte.

In altri termini, il 2012 potrebbe rivelarsi l’anno della stabilizzazione per il mercato immobiliare italiano. Rimangono tuttavia evidenti dubbi sul fatto che il 2013 possa concretizzarsi nell’anno del rilancio, con una crisi che sembra essere più durevole di quanto originariamente stimato dagli analisti del comparto.

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Dove finiscono i soldi se dovesse fallire la mia Banca?


Una popolare trasmissione televisiva, Piazza Pulita de La7, recentemente ha ricostruito lo scenario di un ipotetico default italiano: le banche che chiudono, gli sportelli bancomat che si bloccano.

E la gente in massa a protestare, o almeno quella che non si era mossa prima, andando a ritirare dalla banca i suoi risparmi. Scenari estremi, che non dovremmo mai vedere.

Almeno a giudicare dagli ultimi ritocchi del decreto Salva Italia, che, a forza di tasse, dovrebbe garantire una buona boccata d’ossigeno alle casse dello Stato. Magra consolazione.

Ma cosa accadrebbe se invece dell’Italia, dovesse fallire la nostra Banca?

Ne abbiamo una sotto casa e siamo abituati a vederla come un pachiderma inattaccabile, la cassa forte ideale. Al riparo degli attacchi speculativi della Finanza. Ma è proprio così?
E’ bene sapere che nessuna banca sopravvivrebbe senza la possibilità di poter investire i soldi dei clienti. E’ per questo motivo che, al di là del tipo di conto che abbiamo aperto, diventa importante indagare sulla solidità della banca. Ma è una cosa difficile. Cosa ci resta, quindi, da fare? Meglio allora indagare sulla sicurezza dei nostri soldi.

Il nostro consiglio è quello di chiedere se la vostra banca di fiducia fa parte del fondo interbancario di Tutela dei Depositi. Si tratta di un fondo, appunto, che ci garantisce – in caso di fallimento – il rimborso dei nostri soldi e che agisce come garanzia.

Il fondo interbancario “copre” solo fino a 100 mila euro, ma la cosa positiva è che “segue” il nome dell’intestatario del conto. Cosa vuol dire? Che se noi prendiamo i nostri soldi e li sparpagliamo in altre banche che aderiscono al fondo, abbiamo la garanzia di una copertura totale dei nostri risparmi. Oppure possiamo rimediare con un conto cointestato. In questo modo entrambi gli intestatari godranno di una protezione di 100.000 euro a testa. Ovviamente, questo non ci garantisce di vivere sonni tranquilli. Se una banca fallisce, spetta alle altre della catena rimborsare gli investitori. Ma il sistema funziona solo se non c’è un contagio di massa.

Tempi di rimborso
Si parla di almeno venti giorni dalla messa in liquidazione coatta dell’istituto di credito. infatti prorogabili in circostanze eccezionali per altri dieci giorni da Banca d’Italia.

Una puntualizzazione
Non sempre non fare parte del fondo significa essere poco seri o truffaldini. Difficile che una grossa banca possa decidere di accollarsi il rischio rimborso per conto di istituti di credito più “ballerini”. Diverso il discorso se la vostra è una banca medio piccola, una cassa di risparmio, per essere più precisi. Qui, il non fare parte del fondo interbancario, dovrebbe farvi riflettere molto più seriamente

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Gossip e pettegolezzi su Beyoncé


Il pancione di Beyoncè, vero o falso? Beyoncè dice basta ai gossip e ai pettegolezzi sul suo conto e, soprattutto, a quelli sorti in merito alla sua gravidanza che, a detta di molti pettegoli, sarebbe fasulla.

Insomma, per quale arcano motivo – mi chiedo – una cantante del calibro di Beyoncè dovrebbe fingere di aspettare un bambino?

In attesa di trovare una risposta a questa importante domanda, non ci resta che “ascoltare” cosa ha da raccontare la cantante, recentemente immortalata con un bellissimo e grande pancione per le strade di New York.

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