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Un trucco per caricare gratis il cellulare


Concludiamo la nostra serie di post per ricaricare i cellulari gratis, proponendo le offerte che ci propone VODAFONE, grazie al servizio SOS Mi Ricarichi?E’ possibile richiedere delle piccole donazioni di credito telefonico ai clienti che usano questo gestore quando si ha un credito residuo inferiore a 3 euro.

Pe poterne usufruire basta digitare il codice *121* seguito dal numero della persona a cui richiedere la donazione e dal cancelletto es.: *121* 12345678 #, dove il numero da chiedere la donazione e’: 12345678. Se la persona chiamata accetta la donazione, si puo’ ricevere un credito di 3, 10 o 15 euro per un massimo di 2 richieste al giorno e 5 richieste in un mese, con un costo aggiuntivo a coloro che donano di 1,50 euro e 3 euro per chi dona 10/15 euro.

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Mantenere un figlio ai giorni d’oggi


A Napoli, ma non solo, si dice che i figli sono “pezzi di cuore”, ma secondo quanto calcolato dalla Federconsumatori, al giorno d’oggi potrebbero essere definiti anche come “pezzi del portafoglio”: l’associazione di consumatori ha infatti voluto calcolare il costo necessario per mantenere un figlio di questi tempi dalla nascita fino alla maggiore età. Ebbene, il dato in questione ammonta a 170mila euro, quindi un impegno economico importante, ma necessario e appagante.

Ovviamente, la spesa complessiva dipende da quale reddito può vantare la famiglia coinvolta. Si tratta, nel dettaglio, della media dei costi diretti di mantenimento, con una incidenza superiore anche al 35% rispetto a un nucleo che non ha prole e gli stessi stipendi. In questa maniera, però, si scoraggiano le nascite e un figlio viene visto come un impegno proibitivo, tenuto conto della grave crisi economica che sta coinvolgendo un po’ tutti.

La stessa Federconsumatori ha anche suddiviso le varie spese anno per anno. Anzitutto, il primo anno di vita comporta un costo di 6.350 euro come minimo, mentre il limite massimo è di ben 14mila euro (nel 2011 la stessa spesa era inferiore di quattro punti percentuali). Quando si va alle scuole medie, poi, è necessario sborsare altri novecento euro, mentre il mantenimento di un universitario varia dai 1.300 ai 9.000 euro.

Ovviamente, vi sono dei costi che prevalgono sugli altri, in primis quelle per l’educazione, addirittura superiori al tasso di inflazione. Inoltre, bisogna considerare anche la salute, i trasporti, l’abbigliamento e l’alimentazione: i figli non possono diventare un lusso, questo è un chiaro messaggio alla politica, sono più che mai urgenti delle misure a sostegno delle famiglie e, in particolare, della natalità che non siano i soliti bonus miseri e illusori.

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In Italia sono scarsi gli investimenti per la banda larga


Adsl, tariffe, velocitàUno dei pochi settori in cui le tariffe italiane sono allineate a quelle Europee riguarda la connessione internet, lo stesso però non si può dire per quanto riguarda la velocità media offerta.

L’indagine è stata svolta da SOS tariffe prendendo in considerazione 11 nazioni Europee ( Italia, Germania, Francia, Regno Unito, Spagna, Paesi Bassi, Irlanda, Norvegia, Svezia, Grecia e Polonia) e calcolando il costo per Mbps al mese per le varie tipologie di offerta ai privati.

L’Italia come dicevamo raggiunge la sufficienza sul fronte dei prezzi, sebbene la velocità media risulti decisamente bassa, a testimonianza che gli investimenti nella banda larga fino ad ora non sono stati una priorità del nostro Paese.
Tornando ai prezzi, le tariffe relative alla sola Adsl sono risultate meno convenienti tra i provider nordeuropei, Polonia e Norvegia in testa con un costo mensile pari rispettivamente a 7,37 e 7,75 euro a Mbps.

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Le nostre scelte possono far risparmiare energia


Sono presenti vari modi da usare per risparmiare energia e quindi risulta essere necessario come avere questo tipo di risparmio.

Per risparmiare energia risulta essere importante scegliere elettrodomestici di fascia A++ che hanno un costo maggiore ma danno l’opportunità di ottenere un risparmio di energia molto interessante.

Molto importante è anche il modo con cui vengono usati i vari elettrodomestici e quindi è necessario spegnere gli elettrodomestici quando non sono utilizzati.

I risparmi possibili risultano essere molti e diventa importante capire come risparmiare sulla spesa facilmente e in modo decisamente veloce.

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L’IMU per le seconde case e le case all’estero


Tra le sue numerose novità, il decreto sulle semplificazioni fiscali ha apportato anche innovazioni sulla normativa della imposta sugli immobili situati all’estero e, in particolare, quelli su territorio di Paesi UEE e SEE. Stando a quanto affermato dall’art. 19, comma 13, del d.l. 201/2011, l’imposta unica è applicata anche al valore degli immobili situati all’estero, a qualsiasi uso destinati dalle persone fisiche che risiedano nel territorio dello Stato.

L’imposta sarà dovuta in maniera proporzionale alla quota di possesso e ai mesi dell’anno nei quali si è protratto il possesso, con una misura pari a 0,76 punti percentuali (cioè, la stessa prevista per l’IMU sulle seconde case in Italia) sul valore degli immobili costituito dal costo risultante dall’atto di acquisto o dai contratti e – solo in mancanza di tali documenti – in base al valore di mercato rilevabile nel luogo in cui è situato l’immobile.

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Le soluzioni per risparmiare sulla bolletta dell’elettricità


A causa degli aumenti di luce, gas e carburanti previsti per il 2012 (di cui abbiamo già parlato nel nostro articolo “Tutti i rincari del 2012″) i consumatori di mezza Italia, stando alle ultime statistiche in merito, avrebbero letteralmente preso d’assalto numerosi siti internet quali SOS Tariffe, Supermoney o Scegli Tariffa, alla ricerca della tariffa più conveniente per la bolletta dell’elettricità e del gas.

Eppure, prima di decidere di passare definitivamente al mercato libero, realtà che ancora presenterebbe numerose incognite, bisognerebbe considerare l’opportunità di risparmiare sfruttando nel migliore dei modi, per lo meno per quanto riguarderebbe la corrente elettrica, la tariffazione bioraria di cui ciascuno di noi già oggi, gratuitamente, potrebbe disporre.

A partire dal 1° luglio 201o, come molti sicuramente sapranno, il costo del consumo di energia elettrica verrà calcolato a seconda che quest’ultimo avvenga nella fascia cosiddetta H1 piuttosto che nella fascia cosiddetta H2.

La prima, sicuramente la più costosa, sarebbe valida, esclusivamente nei giorni feriali, dalle ore 08:00 alle ore 19:00. La seconda, decisamente maggiormente economica, in tutti gli altri casi, ovverosia tra le ore 19:00 e le ore 08:00 e nell’arco delle 24 ore dei giorni festivi.

I risparmi, naturalmente, non sono calcolabili con precisione poiché dipenderebbero, in massima parte, sia dalle nostre abitudini che dagli elettrodomestici a nostra disposizione.

Il consiglio, dunque, sarebbe quello di analizzare, nella maniera più minuziosa possibile, la nostra bolletta elettrica, così da riuscire ad adattare i consumi sia alle nostre esigenze che alla tariffazione bioraria.

Un’altra strategia, infine, potrebbe essere quella, nel caso in cui, per esempio, il frigorifero accesso 24 ore su 24 incida eccessivamente sul costo dell’elettricità oppure ancora nel caso in cui ci sia impossibile utilizzare gli elettrodomestici durante la notte, di acquistare nuovi e più efficienti elettrodomestici che presentino una classe di efficienza energetica almeno equivalente ad A+.

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Lo stipendio spesso non basta per arrivare alla fine del mese


lavoratori, stipendi, retribuzioniIn Italia secondo la Cgil il bacino di disoccupati, inattivi, precari e sottoccupati coinvolge 8 milioni di persone, ma anche chi un lavoro stabile ce l’ha, non se la passa certo bene, non solo perchè la crisi è tutt’altro che superata, ma soprattutto perchè lo stipendio spesso non basta per arrivare alla fine del mese.

La ragione è principalmente una, gli stipendi sono troppo bassi. Ma non solo in rapporto al costo della vita ma anche, anzi, a maggior ragione, in senso assoluto, specie se paragonati con quelli dei lavoratori dei Paesi dell’Eurozona.

Il confronto è stato effettuato dall’Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione Europea, prendendo come riferimento gli stipendi dei lavoratori dipendenti di aziende con almeno 10 persone. Una scelta forse che ci penalizza più di altri Paesi in quanto, come abbiamo visto, in Italia il 95% delle aziende italiane ha meno di 10 dipendenti, tuttavia è questo il criterio adottato da diverso tempo.

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La surroga o surrogazione del mutuo


La surroga o surrogazione del mutuo è un’operazione che permette al mutuatario di trasferire il proprio mutuo ipotecario da una vecchia banca ad una nuova. Il Decreto Bersani del Febbraio 2007 stabilisce che la surroga o anche portabilità deve essere permessa gratuitamente e senza ulteriori costi per il cliente.

L’ipoteca dell’immobile verrà trasferita insieme al mutuo, ovviamente a costo zero, facendo un’estinzione anticipata del finanziamento precedente con la liquidità della banca subentrante, che la metterà a disposizione a favore dell’operazione richiesta dal nuovo cliente. Questo spostamento avviene senza l’intervento del notaio quindi senza l’onere aggiuntivo per il professionista.

La surrogazione è un’opportunità molto importante per il mutuatario, da considerare ogni qual volta possiamo avere accesso a condizioni migliori rispetto al nostro mutuo.
Oltre ad essere come abbiamo ripetuto più volte, ma è necessario farlo, gratuita, la surroga permette di cambiare diversi parametri contenuti nel contratto stipulato precedentemente. Per cominciare è possibile mutare la tipologia del tasso d’interesse del prestito, tasso fisso, tasso variabile, con cap, rata costante o indicizzato al valore della BCE. In secondo luogo si può cambiare la durata del mutuo allungandola o accorciandola.
Infine modificare lo spread cioè il tasso di riferimento rendendolo più vantaggioso.

Ora vediamo quali sono i risparmi se costi e spese e quali sono le migliori condizioni vantaggiose in un’operazione di surroga:
-Prima di tutto si ha un risparmio sul costo dello spread, che spesso sarà inferiore rispetto alla banca precedente;
-Nell’operazione di surrogazione non deve essere pagata l’ imposta sostitutiva, che dunque non viene versata all’Agenzia delle Entrate;
-Non sono necessari i cosiddetti costi notarili, in quanto il mutuo è cambiato direttamente dalle agenzie bancarie senza oneri per il mutuatario;
-Le spese di istruttoria sono escluse, cioè il denaro che la banca richiede per l’ autorizzazione ad una pratica di mutuo, le quali devono essere a carico della banca stessa secondo la legge;
-Le spese di perizia e altri oneri accessori sono a carico dell’ istituto di credito;
-La polizza assicurativa del mutuo per tutelare l’immobili da incendi e distruzioni, può essere surrogata insieme al mutuo casa, tramite il passaggio del vincolo a favore della nuova banca.

Le uniche spese che il mutuatario dovrà affrontare sono gli oneri legati al pagamento dei bolli statali e le spese di aperture del nuovo conto corrente con la banca subentrante.

Concludendo è consigliato sempre di sottoporre la vostra surroga a diversi istituti di credito in modo tale da avere più preventivi da confrontare e scegliere quello che ci sembra più vantaggioso per la propria situazione.

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Conti correnti completamente gratuiti ai pensionati


Tante le iniziative delle banche per andare incontro alle esigenze dei pensionati che devono aprire nuovi conti correnti.

La manovra sulla tracciabilità dei pagamenti ha introdotto una novità molto importante per i pensionati italiani: le pensioni superiori ai 1000 euro non potranno più essere ritirate in contanti. I pensionati dovranno quindi dire addio al caro vecchio denaro in contanti, e iniziare a pensare all’apertura di un conto corrente. C’è ancora tempo solo fino alla fine di febbraio per comunicare all’ente previdenziale la nuova modalità di pagamento prescelta, perché dal 7 marzo la manovra entrerà in vigore a tutti gli effetti.

Le banche italiane stanno lanciando numerose nuove proposte. Alcuni istituti finanziari stanno provvedendo ad adeguare i conti correnti per soddisfare le esigenze dei pensionati; altri stanno creando conti appositi. È questo il caso di Intesa Sanpaolo, che dal 1 Febbraio ha messo a disposizione dei suoi clienti il libretto nominativo “Pensione per te”, a costo zero, a cui è abbinata una carta con cui è possibile effettuare prelievi, senza costi di commissione presso gli sportelli automatici del gruppo.

Proposte simili sono quelle di Bnl (gruppo Bnp Paribas), della Popolare di Vicenza, di Carige e Cariparma. Bnl e Polare di Vicenza offrono entrambe conti correnti completamente gratuiti ai pensionati, senza canone e prelievi gratis presso gli sportelli della filiale. In più la Popolare di Vicenza ha reso gratuiti anche i prelievi effettuati da sportelli automatici di banche diverse dalla filiale. Mentre Bnl ha istituito un servizio speciale di assistenza per favorire i contatti con l’ente previdenziale.

Diverso il caso di Cariparma, che offre un conto che, se aperto entro il 31 marzo, è completamente gratuito fino al 31 dicembre 2012. Dal 2013 scatta poi un canone trimestrale, che varia in base alla giacenza. Le operazioni sono gratuite fino a che non si supera il numero di 100 in un anno e per i prelievi dagli sportelli di altre banche, solo fino al numero di 12. Infine Carige propone ai suoi clienti pensionati un nuovo conto corrente con un canone mensile di un euro e che prevede un massimo di 60 operazioni all’anno. Superata tale soglia il costo per ogni operazione è di 2,20 euro e l’imposta di bollo è applicata secondo le norme di legge.

Altre proposte sono quelle di Ubi e HypoAlpeAdria, che mettono a disposizione dei pensionati dei conti correnti ad hoc, a costi pari quasi a zero. Ma per chi volesse saperne di più e capire quale sia la soluzione più adatta alle proprie esigenze, tra le tante presenti sul mercato, può fare riferimento al sito di SuperMoney, che offre un servizio di comparazione tra i migliori conti correnti tradizionali e conti on line offerti da numerose banche, come Fineco, IWBank e molte altre.

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Alcuni consigli per risparmiare in casa


La lavastoviglie, ormai presente in moltissime abitazioni italiane, è sicuramente uno degli elettrodomestici più utili e necessari alla corretta ed efficiente gestione delle necessità domestico-familiari.

Il suo avvento, nel lontano 1929, può a ben diritto considerarsi importante, sebbene per differenti motivi di carattere sociale ed economico, quanto quello della lavatrice, simbolo per eccellenza dell’emancipazione femminile, avvenuto esattamente 22 anni prima, nel 1907.

Oggi, certamente più di ieri, l’importanza della lavastoviglie è data non tanto dal risparmio in termini di fatica e di tempo che consentirebbe alla massaia quanto dal risparmio in termini economici che consentirebbe a ciascuno di noi.

Eppure, stando alle ultime rilevazioni statistiche in merito, ancora troppe sarebbero le persone che si lamenterebbero, nonostante dispongano di una lavastoviglie, degli eccessivi consumi energetici della propria famiglia.

Il problema, in questi casi, non è da ricercarsi nel possesso o meno della lavastoviglie bensì nell’utilizzo, più o meno corretto, che di essa si farebbe.

Un impiego scorretto della lavastoviglie potrebbe infatti tradursi, in alcune particolari e specifiche situazioni, in un dispendio energetico decisamente consistente se non addirittura superiore, in termini di consumi di acqua calda, a quello del più tradizionale lavaggio a mano.

A tal proposito, dunque, ecco i consigli di Senza Soldi per riuscire ad utilizzare, in modo intelligente e quanto mai economico, la nostra lavastoviglie.

CONSIGLI PER UTILIZZARE IN MODO ECONOMICO LA LAVASTOVIGLIE

- utilizza la lavastoviglie solamente a pieno carico

- provvedi ad effettuare la periodica adeguata pulizia dei filtri e degli ugelli degli spruzzatori

- utilizza solamente detersivi idonei e nelle minime quantità possibili

- utilizza, ogni volta che ciò sia possibile, i cicli di lavaggio maggiormente economici

- provvedi ad effettuare il periodico adeguato controllo dei livelli di sale e brillantante

- provvedi a sostituire la vecchia lavastoviglie con una più moderna lavastoviglie classe A+ o superiore.

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A caccia del risparmio


Quando la benzina costa più del latte la strada del risparmio diventa davvero tortuosa, soprattutto se percorrendola su una quattro ruote si arrivano a sborsare fin troppi quattrini: meglio la bicicletta.

Il momento è duro e dobbiamo rimboccarci le maniche.

L’indagine «Bank-Next 2.0», condotta dall’istituto di ricerca Nextplora ha rilevato che su 4 mila persone con più di 16 anni, si è ridotta notevolmente la percentuale di chi associa al conto corrente qualche tipo di investimento: erano il 36% a metà 2010, mentre oggi sono soltanto il 22%.

Con il nuovo record fatto segnare dal prezzo della benzina il costo di un pieno sorpassa addirittura quello della spesa mensile per la mensa scolastica che le famiglie devono affrontare per il proprio figlio – sottolinea la Coldiretti rendendo noti i risultati di una propria analisi -. Con l’aumento del costo di un litro di benzina che è arrivato a costare molto di più di un litro di latte o di un chilo di pasta, si sono verificati profondi dei cambiamenti nella distribuzione della spesa degli italiani.

Le conseguenze dell’aumento sconsiderato della benzina si sentono a partire dai campi dove in un anno l’aumento del prezzo del gasolio destinato all’attività agricola è costato circa 400 milioni di euro, con un aumento del 58 per cento del costo al litro. Purtroppo questo aumento si riflette anche sui prezzi che sono pagati dai consumatori. In tempi di crisi e di buste paga sempre più anoressiche, la caccia al risparmio va per la maggiore.

Come sperare di mettere da parte qualcosa dei già miseri stipendi?

Ora più che mai per imparare a risparmiare può essere utile stilare un bilancio familiare al fine di avere sott’occhio tutte le entrate, le uscite e l’indebitamento. Un’altra soluzione all’impennata dei prezzi di diversi prodotti alimentari é rappresentata dagli hard discount, ma dobbiamo abbattere la convinzione non sempre veritiera che la qualità dei prodotti è più scadente. Ci accorgeremo che fare la spesa low cost conviene: dal latte fino ai legumi alla spina, dall’orto self service fino alla spesa ai mercati rionali.

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La spesa degli italiani continua a subire rincari


Nonostante il livello di inflazione a gennaio sia stato lievemente inferiore rispetto al mese di dicembre (3,2% a fronte del 3,3%) la spesa degli italiani continua a subire rincari. Il carrello della spesa italiana ovvero l’insieme dei beni maggiormente acquistati è aumentato invece del 4,2% su base annua.

Secondo l’Istat il rallentamento dell’inflazione deriva dal lieve aumento del tasso di crescita tendenziale dei prezzi nettamente compensato dal calo di quello dei servizi con conseguente aumento del differenziale tra beni e servizi di tre decimi di punto rispetto al mese di dicembre.

In particolar modo hanno subito un aumento i prezzi di caffè e zucchero con numeri pari allo 0,5% su base congiunturale e 16,5% su base annua per il primo e 0,3% e 15,9% per il secondo. Forte incremento anche sui prezzi dei carburanti poiché sempre secondo l’Istat il prezzo della benzina è aumentato del 4,9% sul mese precedente e del 17,4% su scala annua. In fortissimo rialzo anche il gasolio con un aumento su base annua del 25,2%.

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