
C’è un famoso proverbio che dice che il tempo è galantuomo, e questo detto oggi come oggi trova sicuramente una perfetta associazione con l’attuale crisi economico-finanziaria che da ben 4 anni sta travolgendo molte imprese e famiglie, nonostante l’ autorità monetaria europea abbia cercato di intervenire con varie misure a sostegno dell’economia.
La questione di fondo sta nel fatto che, sin dall’inizio dello scoppio della più grande crisi bancaria di tutti i tempi, non si è voluto dire alla gente comune come stavano veramente le cose e che si è sempre utilizzato il tempo per tamponare una situazione che sta degenerando lentamente sempre più.
Ricordo per dovere di cronaca e di etica informativa che molte banche internazionali di grande importanza, quelle che vi hanno fatto credere come infallibili, nel 2008 sono state nazionalizzate, altrimenti il fallimento “giuridico” sarebbe stato per loro inevitabile.
Ho sempre sostenuto comunque che a conti fatti questi stessi istituti fossero falliti “tecnicamente” e la prova eloquente di tutto questo sta nel crollo senza precedenti dei prezzi delle loro azioni, in molti casi vicini al meno ottanta per cento ! Se la matematica non é un’opinione, occorrerà un rialzo del 400 per cento per tornare solamente in pari con il capitale.
E purtroppo sono molti i piccoli risparmiatori che sono caduti ancora una volta nella <<trappola della sicurezza dell’investimento>> sulla scia della storia passata, purchè rispettassero il lungo periodo. Nonostante ciò, il nuovo anno è proprio ripartito con un bel rimbalzo di tutte le borse mondiali, incuranti del fatto che l’economia europea è già prossima ad una nuova recessione, trainate ancora una volta da acquisti a mio avviso di tipo speculativo da parte di banche, fondi d’investimento ed hedge funds, piuttosto che da aspettative economiche in miglioramento.
Oltretutto, questo è anche l’anno delle elezioni politiche tedesche e americane (e l’ottimismo è sempre d’obbligo). Se invece analizziamo l’andamento della massa monetaria M3, rappresentativa dell’offerta di moneta nel sistema economico e in particolare della somma di moneta circolante, depositi, pronto contro termine e fondi monetari, notiamo un vero e proprio tracollo dal 2008 in poi e che ai valori attuali è ancora distante dal valore fatto registrare nel 2000, anno terminale dell’ultimo boom economico per le economie avanzate.

L’andamento e il valore di M3 è indicativo della quantità nonché della facilità di circolazione del denaro. Quindi se il denaro ha un basso tasso di circolazione va da sé che non si chiude il cerchio tra domanda di beni, produzione, vendita, incasso e nuova domanda ecc…Se non funziona alla perfezione il sistema monetario e dei pagamenti, è impossibile pretendere nuova crescita e quindi nuovi posti di lavoro.
L’aspetto ancor più rilevante è che la Banca centrale europea, quale massima autorità monetaria, per fronteggiare questa crisi che si sta avvicinando sempre più alla depressione economica, ha provveduto a ridurre drasticamente i tassi di interesse , ad inondare le banche di liquidità e prestiti ponte e misure non convenzionali, senza che possa dire di aver ottenuto i risultati desiderati.
In buona sostanza, la ricetta adottata sin qui si è dimostrata inefficace. Ma ancor più grave è che molta della liquidità prestata per dare ossigeno alle banche in difficoltà nel reperire capitali freschi sul mercato interbancario (per quanto utile per evitare una nuova crisi bancaria), non sia poi stata riversata nell’economia reale sottoforma di finanziamenti per le imprese e le famiglie, anzi, è stata spesso e volentieri utilizzata dagli istituti di credito beneficiari per eseguire operazioni speculative sui mercati finanziari, al fine di recuperare le ingenti perdite accumulate con la crisi post-Lehman.
Come mai la Bce non ha mai provveduto a sanzionare o quantomeno limitare l’uso speculativo del denaro erogato ?
Possibile che non riesca a trovare una soluzione a questo problema ? Se si continua così non c’è che da rattristarsi perché i prossimi anni saranno ancora pieni di grandi difficoltà per molte famiglie.
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