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L’economia reale e l’occupazione osservati speciali dalla BCE


La Fed estenderà probabilmente il piano di acquisti di obbligazioni (Twist) annunciando un nuovo QE (quantitative easing), il terzo dallo scoppio della crisi. Le attese sono per un annuncio nei prossimi mesi ma, l’avvicinarsi delle elezioni politiche, non aiuterà.

Ieri Goldman Sachs ha lanciato la proposta per un Sterilized QE3 (la trovate descritta sul FT Alphaville di ieri). Sinteticamente la Fed potrebbe continuare a vendere titoli a breve termine per comprare obbligazioni a lungo (magari non solo Governativi) e affiancherebbe a queste compravendite anche operazioni di pronti contro termine o depositi.

Diciamo che il Twist sterilizzato sarà molto più simile a quanto sta facendo la BCE in Europa quando acquista titoli di Stato italiani, Spagnoli, Portoghesi ed irlandesi. L’attuazione di un QE3, sterilizzato o meno, dipenderà però dalla dinamica dell’economia reale e soprattutto dell’occupazione. L’inflazione potrebbe rialzare la testa, ma non dovrebbe essere però d’ostacolo a Bernanke, come vi abbiam raccontato su questo blog nel post “Occhi dei mercati finanziari puntati sull’Europa, ma gli USA?“.

Il dato di oggi è dunque interessante per capire qual è la dinamica dell’occupazione negli Stati Uniti ed avere conferme dei miglioramenti degli ultimi mesi. Le attese sono per un tasso di disoccupazione stabile all’8,3% e un numero di nuovi occupati pari a 210.000. Non dimenticate di scavare un po’ nella pubblicazione per cercare anche un’indicazione del numero indice delle ore lavorate (che spesso è una buona proxy per la direzione del Pil) e dei nuovi occupati nella sezione “household”, che completa le informazioni del dato globale.

A breve aggiornamenti!

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Buone nuove per i futuri mutuatari


8_big.jpgCi sono all’orizzonte buone nuove per i futuri mutuatari. Dopo quasi un anno di continui rialzi degli spread, fra un paio di mesi si potrebbe cominciare a vederne una seppur lenta discesa.

Questo dovrebbe riaccendere l’interesse verso l’acquisto casa per chi – come dargli torto – aveva momentaneamente accantonato l’idea in attesa di “tempi migliori”.

L’incremento del credito porterebbe anche una svegliata al mercato immobiliare e costruttivo, da sempre traini dell’economia anche grazie alle recenti disposizioni normative e accordi tra Governo e Abi per la moratoria per le imprese.

Restiamo quindi in attesa di vedere come si muoveranno le banche italiane sul fronte mutui casa anche alla luce dei risultati della nuova asta tenuta dalla BCE e che ha visto richieste, da parte di 800 istituti europei, di oltre 529 miliardi ad un tasso dell’1%

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Buone notizie dal mercato immobiliare


8_big.jpgCi sono all’orizzonte buone nuove per i futuri mutuatari. Dopo quasi un anno di continui rialzi degli spread, fra un paio di mesi si potrebbe cominciare a vederne una seppur lenta discesa.

Questo dovrebbe riaccendere l’interesse verso l’acquisto casa per chi – come dargli torto – aveva momentaneamente accantonato l’idea in attesa di “tempi migliori”.

L’incremento del credito porterebbe anche una svegliata al mercato immobiliare e costruttivo, da sempre traini dell’economia anche grazie alle recenti disposizioni normative e accordi tra Governo e Abi per la moratoria per le imprese.

Restiamo quindi in attesa di vedere come si muoveranno le banche italiane sul fronte mutui casa anche alla luce dei risultati della nuova asta tenuta dalla BCE e che ha visto richieste, da parte di 800 istituti europei, di oltre 529 miliardi ad un tasso dell’1%

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Che fine fa il denaro prestato alle banche dalla BCE?


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C’è un famoso proverbio che dice che il tempo è galantuomo, e questo detto oggi come oggi trova sicuramente una perfetta associazione con l’attuale crisi economico-finanziaria che da ben 4 anni sta travolgendo molte imprese e famiglie, nonostante l’ autorità monetaria europea abbia cercato di intervenire con varie misure a sostegno dell’economia.

La questione di fondo sta nel fatto che, sin dall’inizio dello scoppio della più grande crisi bancaria di tutti i tempi, non si è voluto dire alla gente comune come stavano veramente le cose e che si è sempre utilizzato il tempo per tamponare una situazione che sta degenerando lentamente sempre più.

Ricordo per dovere di cronaca e di etica informativa che molte banche internazionali di grande importanza, quelle che vi hanno fatto credere come infallibili, nel 2008 sono state nazionalizzate, altrimenti il fallimento “giuridico” sarebbe stato per loro inevitabile.

Ho sempre sostenuto comunque che a conti fatti questi stessi istituti fossero falliti “tecnicamente” e la prova eloquente di tutto questo sta nel crollo senza precedenti dei prezzi delle loro azioni, in molti casi vicini al meno ottanta per cento ! Se la matematica non é un’opinione, occorrerà un rialzo del 400 per cento per tornare solamente in pari con il capitale.

E purtroppo sono molti i piccoli risparmiatori che sono caduti ancora una volta nella <<trappola della sicurezza dell’investimento>> sulla scia della storia passata, purchè rispettassero il lungo periodo. Nonostante ciò, il nuovo anno è proprio ripartito con un bel rimbalzo di tutte le borse mondiali, incuranti del fatto che l’economia europea è già prossima ad una nuova recessione, trainate ancora una volta da acquisti a mio avviso di tipo speculativo da parte di banche, fondi d’investimento ed hedge funds, piuttosto che da aspettative economiche in miglioramento.

Oltretutto, questo è anche l’anno delle elezioni politiche tedesche e americane (e l’ottimismo è sempre d’obbligo). Se invece analizziamo l’andamento della massa monetaria M3, rappresentativa dell’offerta di moneta nel sistema economico e in particolare della somma di moneta circolante, depositi, pronto contro termine e fondi monetari, notiamo un vero e proprio tracollo dal 2008 in poi e che ai valori attuali è ancora distante dal valore fatto registrare nel 2000, anno terminale dell’ultimo boom economico per le economie avanzate.

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L’andamento e il valore di M3 è indicativo della quantità nonché della facilità di circolazione del denaro. Quindi se il denaro ha un basso tasso di circolazione va da sé che non si chiude il cerchio tra domanda di beni, produzione, vendita, incasso e nuova domanda ecc…Se non funziona alla perfezione il sistema monetario e dei pagamenti, è impossibile pretendere nuova crescita e quindi nuovi posti di lavoro.

L’aspetto ancor più rilevante è che la Banca centrale europea, quale massima autorità monetaria, per fronteggiare questa crisi che si sta avvicinando sempre più alla depressione economica, ha provveduto a ridurre drasticamente i tassi di interesse , ad inondare le banche di liquidità e prestiti ponte e misure non convenzionali, senza che possa dire di aver ottenuto i risultati desiderati.

In buona sostanza, la ricetta adottata sin qui si è dimostrata inefficace. Ma ancor più grave è che molta della liquidità prestata per dare ossigeno alle banche in difficoltà nel reperire capitali freschi sul mercato interbancario (per quanto utile per evitare una nuova crisi bancaria), non sia poi stata riversata nell’economia reale sottoforma di finanziamenti per le imprese e le famiglie, anzi, è stata spesso e volentieri utilizzata dagli istituti di credito beneficiari per eseguire operazioni speculative sui mercati finanziari, al fine di recuperare le ingenti perdite accumulate con la crisi post-Lehman.

Come mai la Bce non ha mai provveduto a sanzionare o quantomeno limitare l’uso speculativo del denaro erogato ?

Possibile che non riesca a trovare una soluzione a questo problema ? Se si continua così non c’è che da rattristarsi perché i prossimi anni saranno ancora pieni di grandi difficoltà per molte famiglie.

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La surroga o surrogazione del mutuo


La surroga o surrogazione del mutuo è un’operazione che permette al mutuatario di trasferire il proprio mutuo ipotecario da una vecchia banca ad una nuova. Il Decreto Bersani del Febbraio 2007 stabilisce che la surroga o anche portabilità deve essere permessa gratuitamente e senza ulteriori costi per il cliente.

L’ipoteca dell’immobile verrà trasferita insieme al mutuo, ovviamente a costo zero, facendo un’estinzione anticipata del finanziamento precedente con la liquidità della banca subentrante, che la metterà a disposizione a favore dell’operazione richiesta dal nuovo cliente. Questo spostamento avviene senza l’intervento del notaio quindi senza l’onere aggiuntivo per il professionista.

La surrogazione è un’opportunità molto importante per il mutuatario, da considerare ogni qual volta possiamo avere accesso a condizioni migliori rispetto al nostro mutuo.
Oltre ad essere come abbiamo ripetuto più volte, ma è necessario farlo, gratuita, la surroga permette di cambiare diversi parametri contenuti nel contratto stipulato precedentemente. Per cominciare è possibile mutare la tipologia del tasso d’interesse del prestito, tasso fisso, tasso variabile, con cap, rata costante o indicizzato al valore della BCE. In secondo luogo si può cambiare la durata del mutuo allungandola o accorciandola.
Infine modificare lo spread cioè il tasso di riferimento rendendolo più vantaggioso.

Ora vediamo quali sono i risparmi se costi e spese e quali sono le migliori condizioni vantaggiose in un’operazione di surroga:
-Prima di tutto si ha un risparmio sul costo dello spread, che spesso sarà inferiore rispetto alla banca precedente;
-Nell’operazione di surrogazione non deve essere pagata l’ imposta sostitutiva, che dunque non viene versata all’Agenzia delle Entrate;
-Non sono necessari i cosiddetti costi notarili, in quanto il mutuo è cambiato direttamente dalle agenzie bancarie senza oneri per il mutuatario;
-Le spese di istruttoria sono escluse, cioè il denaro che la banca richiede per l’ autorizzazione ad una pratica di mutuo, le quali devono essere a carico della banca stessa secondo la legge;
-Le spese di perizia e altri oneri accessori sono a carico dell’ istituto di credito;
-La polizza assicurativa del mutuo per tutelare l’immobili da incendi e distruzioni, può essere surrogata insieme al mutuo casa, tramite il passaggio del vincolo a favore della nuova banca.

Le uniche spese che il mutuatario dovrà affrontare sono gli oneri legati al pagamento dei bolli statali e le spese di aperture del nuovo conto corrente con la banca subentrante.

Concludendo è consigliato sempre di sottoporre la vostra surroga a diversi istituti di credito in modo tale da avere più preventivi da confrontare e scegliere quello che ci sembra più vantaggioso per la propria situazione.

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In Italia le rate dei mutui sono le più alte di tutta Europea


Al pari della benzina, in Italia i mutui costano di più rispetto alla media europea.

A sottolinearlo è la Federconsumatori in virtù del fatto che, stando ai dati consolidati dello scorso mese di novembre, in Europa il tasso medio sui mutui è pari al 3,93% rispetto al 4,60% medio in Italia.

C’è quindi un differenziale dello 0,67% nonostante sia le banche italiane, sia quelle del resto d’Europa, godano attualmente dei prestiti della Bce concessi ad un tasso a dir poco accomodante. La Banca centrale europea, infatti, sta sostenendo il sistema bancario con prestiti all’1% quando poi le banche i finanziamenti li erogano spesso con tassi praticati su consumatori ed imprese a due cifre. E quando non concedono credito, cosa di certo non rara di questi tempi, comprano titoli di Stato dei Paesi periferici dell’Eurozona lucrando sul differenziale di tasso rispetto a quello a buon mercato della Bce

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La situazione dei mercati finanziari tra Grecia e il resto dell’Europa


Chiusura di settimana sui mercati finanziari del trading online con le Borse europee in calo a causa del mancato accordo tra ministri delle finanze dell’Eurozona e il governo ellenico per quanto riguarda l’invio della terza tranche di aiuti da parte della troika Ue-Bce-Fmi che dovrebbe ammontare a 130 miliardi di euro.

Le trattative sono andate avanti a oltranza, ma l’autorizzazione da parte dell’Eurogruppo richiede alla Grecia un ulteriore impegno nel dimostrare l’implementazione delle misure di austerity ed è stata posticipata a mercoledì prossimo.

La buona notizia è che è stata raggiunta ad Atene un’intesa tra il governo e i partiti in merito alle riforme richieste dalla troika. I mercati sembrano accogliere la notizia con apprensione e troviamo in mattinata tutti i principali indici del Vecchio Continente in terreno negativo o attorno alla parità.

L’attesa per una soluzione concreta del problema debitorio greco si fa sentire anche in Asia dove tutti i principali listini chiudono l’ultima giornata di trading della settimana in calo; in particolare in Giappone lo yen sta acquistando sempre più valore, il che va a penalizzare le esportazioni e di conseguenza la performance dell’indice Nikkei. Anche l’euro si conferma nel mercato del trading forex al ribasso rispetto alle quotazioni di ieri nel cross valutario eur/usd a quota 1.32$.

Per quanto riguarda il mercato italiano, lo spread Btp decennale/Bund tedesco rimane sotto la soglia dei 350 punti con un rendimento del 5,50%. Buone notizie in arrivo sul fronte politico dopo la visita del premier Monti alla Casa Bianca che gli è valsa non sono i complimenti del Presidente Obama, ma anche una copertina di Time a lui dedicata e intitolata: “Può quest’uomo salvare l’Europa?”. Il governo degli Stati Uniti riconosce nel Presidente del Consiglio italiano una figura in grado di guidare il Paese attraverso questa difficile situazione economica grazie a coraggiose riforme strutturali. Obama ha sottolineato l’importanza della collaborazione storica tra USA e Italia e spera in un’ulteriore crescita al fine di supportare una stabilizzazione dell’euro e delle economie europee in generale. Dalla nomina a premier di Monti, il parlamento italiano ha riacquistato il riconoscimento internazionale che negli ultimi mesi del governo Berlusconi era mancato. Anche il governatore della BCE Mario Draghi ha espresso la sua approvazione rispetto alle riforme attuate dal governo Monti, ponendo l’accento sulla necessità di una maggiore flessibilità nel mercato del lavoro.

Sul fronte delle materie prime abbiamo oggi i futures sul petrolio in ribasso dello 0,37% a quota 99.47$ al barile. Il metallo giallo, anch’esso in calo rispetto ai giorni scorsi, è scambiato a 1.728,30$ l’oncia.

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E’ ora il momento per fare un mutuo e acquistare casa


Ormai lo sapete, siamo in piena crisi dei mutui. Crisi per i potenziali mutuati, che si vedono negate le loro richieste di finanziamento, s’intende. E tutto nonostante la Bce, da tempo, quasi in corrispondenza dell’insediamento di Mario Draghi, abbia tagliato i tassi d’interesse.

Ma perché, allora, i mutui sono così difficili da ottenere? Semplice, perché le banche hanno appreso la notizia dei tagli – che significano tassi d’interesse più bassi, un vantaggio, per noi – e hanno rigirato la cosa a loro favore: ritoccando lo spread bancario. Che cos’è lo spread bancario?

Ma la differenza tra il profitto delle banche e i tassi d’interesse per i mutui (Euribor), ovviamente. I tassi d’interesse oggi sono all’1%, e ci sono ragionevoli possibilità che tra febbraio e marzo questi livelli scendano ancora. Ci si aspettava quindi, come anticipato, un alleggerimento dei mutui, che però non c’è stato.

Colpa sempre dello spread, non quello famoso (differenza tra rendimento titoli di stato italiani e tedeschi) ma quello bancario, cioè la “cresta” che gli istituti applicano quando vi prestano denaro: è il loro guadagno sul mutuo, la loro commissione.

La situazione oggi
Il mercato interbancario è ingessato: gli istituti non si fidano uno dell’altro e non si prestano denaro. Se lo fanno, è a interessi più alti richiedendo al contempo tantissime garanzie.

Tecnicamente, sarebbe un ottimo momento per fare un mutuo e acquistare casa, peccato che non ce lo concedano. Su Mutuionline.it, la migliore proposta per un mutuo variabile ventennale a 150 mila euro ora si spunta al 4,13% (taeg), compreso il ricarico spread del 3,05%.
Via| Oggi n.5 2012

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La crisi europea potrebbe allargarsi ancora


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L’Europa ed i suoi attori continuano a temporeggiare e perdere tempo, risorsa che tutti noi sappiamo essere scarsa.

Se viene buttato via anche il 2012 come è successo per il 2011, il contagio della crisi europea potrebbe trovarsi al punto di non ritorno e forse contaminare anche altre economie. Al momento complice di questa situazione è l’austera e massimalista Germania che sta contribuendo a complicare le regole del gioco.

L’ipotesi di uno sgretolamento della zona euro o di un default di uno dei paesi aderenti, situazioni che un tempo erano scartate a priori, oggi sono sempre più probabili.
Attualmente, di incontri ne sono stati fatti tanti ma si sono ridotti solo a chiacchiere. Anche il Fondo Monetario Internazionale negli scorsi giorni ha espresso la sua preoccupazione.
Purtroppo però continua a non cambiare nulla.

La Grecia è ormai tecnicamente in default ma la notizia ufficiale probabilmente non è stata ancora annunciata perché le banche non sono ancora in grado di reggere l’urto.

L’operazione sostenuta recentemente dalla BCE attraverso LTRO (long term refinancing operation – operazione di finanziamento a lungo termine) in teoria doveva contribuire a dare ossigeno al mondo del credito, in sostanza questi flussi monetari sono usciti dalla porta della BCE per rientrarvi dalla finestra in quanto operativamente le banche non li hanno utilizzati per distendere il rigido clima del credito.
Nell’attuale situazione l’eurozona non ha motivo di esistere senza una unione politica e fiscale.

Italia e Spagna, secondo il Fmi, vivranno un 2012 (e non solo) all’insegna della recessione.

Anche se i rendimenti sui titoli di Stato sono calati rispetto ai massimi, comunque la soglia non è sostenibile. Come può uno Stato il cui PIL decresce indebitarsi a qualsiasi tasso?

Scusatemi la considerazione banale, ma che lingua si parla in Europa? Se la soluzione è l’unità politica e fiscale e quindi di un unico governo europeo, quale politico europeo sacrificherebbe la propria poltrona per lasciarla al collega?

Purtroppo le amare risposte a cui conducono queste domande lasciano trasparire tutto tranne il perseguimento di una comune volontà europea. E questo potrebbe quindi costringere a soluzioni impopolari, come la creazione di due differenti area euro: un euro Nord e un euro Med. Tale situazione, pur mantenendo invariata la struttura europea, potrebbe essere devastante nel breve termine, ma forse risolutiva nel lungo. Per evitare situazioni estreme e drastiche occorrono anni e sacrifici, ma serve soprattutto la consapevolezza che questo modello non può andare avanti
Così. Ma c’è la volontà vera di cambiare? Ma scusate, ma l’euro chi l’ha voluto davvero e perché?
Se la storia insegna qualcosa, i precedenti tentativi di unione europea non si sono mai conclusi in modo positivo (dall’epoca dei romani in avanti)…

Ora più che mai è indispensabile una guida su come gestire al meglio i propri risparmi, ve ne propongo una presto disponibile nelle migliori librerie.

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Le banche alzano gli spread dei mutui e riducono la loro concessione


Unknown.jpegNon più tardi di due settimane fa le banche italiane hanno ricevuto in prestito dalla BCE ben oltre 110mld di euro al costo irrisorio dell’1% con scadenza triennale.
Hanno depositato titoli in cambio di liquidità, ma con l’impegno di utilizzarla per dare sostegno all’economia.

Evidentemente non ci è ben chiaro cosa si intenda con “sostenere” un’economia, perché – forse troppo ottimisti – si pensava all’allargamento delle maglie per la concessione dei finanziamenti alle imprese e alle famiglie e al ridimensionamento dei tassi applicati. Niente di tutto ciò… per ora.

Sarà che si attende la prossima asta di febbraio, sarà che tutto questo è capitato durante le festività natalizie e del nuovo anno.
Sarà, ma intanto le banche hanno attuato nuove manovre (al rialzo) sugli spread dei mutui casa e stretto ancor di più le maglie per la loro concessione (abbassamento dell’LTV massimo, per esempio) tenendosi stretta la liquidità acquisita e parcheggiandola, con volumi record, presso la stessa BCE garantendosi rendite più contenute, ma a rischio zero.

Così non si va da nessuna parte. Tassi alti e restrizioni nella concessione portano solo ad un calo delle erogazioni e quelle poche che ci sono, corrono un rischio di default più alto di prima.

Nemmeno nel 2008 si era vista una stretta del genere; nemmeno con l’Euribor alle stelle.

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Quali sono i migliori investimenti sicuri oggi?


investire-sicuriLa risposta è nei conti deposito, al momento. Questo sicuramente in termini di rendimento/rischio.
Nell’ultimo periodo stiamo assistendo a continue campagne pubblicitarie che mirano proprio a diffondere l’utilizzo dei conti deposito che, grazie alle nuove condizioni, meritano di essere presi in considerazione.

Indipendentemente dalla scelta che viene fatta (sul vincolo della liquidità) il rischio è legato unicamente all’istituto stesso, misurato dalle agenzie di rating; il fallimento di una banca in Italia è cosa assai rara, nonostante tutti i problemi di sorta che comunque non sono diversi da quelli dell’Europa, pertanto da un lato possiamo definire questo tipo di investimento assolutamente a rischio basso con tassi che diventano sempre più interessanti grazie alla concorrenza che si sta animando.

La scelta per chi apre un conto deposito è data in molti casi dalla possibilità di vincolare o meno i soldi; in pratica il vincolo temporale funziona più o meno come i PCT che costringono a non utilizzare i soldi investiti a fronte di un rendimento garantito dopo un certo arco temporale, deciso al momento della sottoscrizione e che varia a seconda dell’offerta dai 3 ai 18 mesi in media.

Se invece secondo le nostre previsioni saremmo costretti a recuperare la liquidità sul conto deposito allora la scelta è obbligata e ricade sul classico deposito libero con tasso di interesse annuale che permette in ogni momento prelievi secondo le modalità sottoscritte nel contratto tra le parti. La differenza solitamente non è esagerata ed anche in questo caso il rendimento è superiore ad altre soluzioni. L’attenzione dell’investitore deve unicamente essere concentrata sui costi fissi quali bolli ed altri che su cifre troppo basse andranno ad incidere fortemente sul rendimento a termine.
Fonte: investisicuro.com

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Cosa ci succederà ora che lo spread è ai massimi?


Ecco come si arriva allo spread ai massimiLo spread ai massimi è il risultato di una politica fatta su mancati accordi tra le parti, tra l’ue e la BCE che ci chiedono risposte e un Governo che non è capace di darne, in un eterno botta e risposta senza senso. Lo spread ai massimi, in realtà, non è una novità: il Mercato finanziario ci aveva già chiesto delle prospettive o delle riforme strutturali e gli indici erano diventati anche la prima pagina di telegiornali e quotidiani. Ora che lo spread ai massimi è una realtà, l’europa si dichiara preoccupata almeno per due motivi:

  1. Gli italiani hanno già i loro titoli sottoscritti alla  BCE. Se lo spread è al massimo, l’europa sarà ancora in grado di pagare la nostra crisi per non andare a fondo?
  2. L’italia ha un Governo diverso da proporre in grado di creare riforme strutturali invece di letterine di Natale?

Lo spread ai massimi nei Mercati
Lo spread ai massimi significa un aumento di interesse che allontana investimenti dall’estero verso i titoli italiani. In termini politici, significa che il Mercato cerca stabilità e credibilità che non sente propri di questo Governo. Infatti, battuto oggi alla Camera, il Governo ha causato un calo significativo che ha portato i titoli italiani dal 3% allo 0,74%. Un chiaro segno di sfiducia nonostante la Manovra finanziaria lacrime e sangue che doveva ridarci credibilità e sviluppo e che è stata rinnovata tantissime volte con cifre sempre diverse e spalmata su più anni (anni in cui non si è nemmeno sicuri che ci sia questo Governo). Con l’aumento dell’interesse, diventa sempre più difficile pagare il debito e sempre più vicina la minaccia di default, che porterebbe con sé l’intera europa.

Cosa cambia per gli italiani con lo spread ai massimi?
Cosa cambia tutto questo nella vita degli italiani? Aumentando il debito e il tasso di interesse, aumenta anzitutto la tassazione applicata (la cosiddetta pressione fiscale). Dato che la crisi è dettata dal Mercato e non risolvibile con una Manovra finanziaria, le banche aumenteranno il tasso di interesse (soprattutto quello variabile) per i mutui in corso o che si stanno richiedendo in questo momento. Lo spread ai massimi incide negativamente sul TAEG applicato, nonché sui titoli del Mercato italiano.

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