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Ora non si scherza più.. tutte le nuove spese che siamo costretti a pagare

Arrivano le nuove spese inserite nelle buste paga di marzo: da adesso infatti scattano le addizionali regionali Irpef 2011. La stangata regionale che viene valutata dalla Uil servizio politiche territoriali, porterà un aggravio di spesa per famiglia media di circa 317 euro mentre quella comunale di una somma compresa tra i 129 euro e i 177 a testa.

Se a tutto questo, che vedremo di seguito nel dettaglio, aggiungiamo poi un molto probabile nuovo aumento dell’Iva entro la fine dell’anno si raggiungeranno picchi di spesa notevolmente più elevati per i cittadini che le associazioni dei consumatori stimano in picchi di 4 mila euro all’anno per la famiglia media (tra energia, spese quotidiane e ulteriori costi).

Vediamo cosa ci toccherà pagare nell’immediato:

Addizionali regionali Irpef
L’aumento pari allo 0,33% farà aumentare l’aliquota all’1,23% ma la batosta vera e propria consiste nella impossibilità di associarle alle detrazioni sulle imposte di reddito in quanto si andrà a pagare in base all’imponibile pieno. Nella busta paga di marzo tutti i contribuenti italiani, quindi, dovranno pagare il conguaglio 2011 dell’aumento dell’addizionale regionale Irpef deciso con il decreto Salva Italia del governo Monti.

L’aumento è pari allo 0,33 per cento dell’aliquota base all’1,23 per cento. Già nella busta paga del mese di febbraio c’è stato un aumento: il previsto acconto del 30 per cento dell’addizionale del 2012 che quest’anno è stato più salato del 2011 perché comprende l’aumento dello 0,33. Secondo i calcoli della Uil servizio politiche territoriali l’aumento in questione vale mediamente 76 euro. Nel biennio si pagheranno 152 euro in più. Pare inoltre che l’aggravio dovuto all’imminente rincaro sia confrontabile ad un aumento di un punto dell’aliquota Irpef statale.

Addizionale comunale Irpef
Per quanto riguarda il mese di marzo comunque il vero scoglio sarà l’acconto del 30% per quel che riguarda l’addizionale comunale dell’Irpef 2012, addizionale la cui aliquota i comuni potranno aumentare entro il 30 giugno, dopo le elezioni amministrative e questo dovrebbe portare ad un aggravio complessivo stimato di circa 58 euro pro-capite.

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Ad oggi già 301 Municipi hanno varato gli aumenti e tra questi sette città capoluogo: Chieti passa dallo 0,7 del 2011 all’attuale 0,8 per cento; Agrigento dallo 0,4 allo 0,6; Brescia dallo 0,2 allo 0,55; Catanzaro dallo 0,5 allo 0,8 per cento; Teramo dallo 0,5 allo 0,8; Viterbo dallo 0,4 allo 0,5; mentre Ferrara ha deliberato tre aliquote per fasce di reddito passando dall’aliquota unica dello 0,5 dello scorso anno ad aliquote comprese dallo 0,6 allo 0,8 per cento

Tares, Tosap e altre tasse
Ma tutto questo non basta poichè, mentre si attende la Tares che entrerà in vigore il prossimo anno (l’imposta sui servizi pubblici comunali e sui rifiuti) continua ad aumentare la Tarsu che dal 2008 al 2010 ha segnato un aumento complessivo medio del 7%. Oltre alla Tarsu ci saranno tutta una serie di tasse regionali e provinciali che andranno certamente ad aumentare, visto l’andamento generale della cosa, e tra queste c’è l’Irap locale.

Senza contare poi eventuali aumenti di bollo auto, tassa per il diritto allo studio, addizionale per il consumo di gas, tasse per l’abilitazione professionale, tributo ambientale, Tosap (tassa provinciale per l’occupazione del suolo pubblico) e l’imposta sulla pubblicità. E non ci dimentichiamo dell’Imu che partirà il 16 giugno! Una vera e propria stangata che porterà nelle casse dello Stato 11,5 miliardi la cui aliquota ordinaria è stata fissata al 4 per mille e i Comuni potranno aumentare o diminuire l’aliquota del 2 per mille.

La tassa vedrà comunque una detrazione di 200 euro, aumentabile di 50 euro per ciascun figlio a carico under 26 fino ad un massimo di 400 euro. La Uil servizio politiche territoriali calcola che l’aggravio medio per le famiglie sarà quest’anno di 83 euro con punte di 461 euro a Roma 426 a Milano. Drastico sarà anche il pagamento dell’Imu per le seconde case, sottoposto come per le prime ad un ampliamento della base imponibile con il rincaro delle rendite catastali del 60 per cento. L’aliquota di base è fissata allo 0,76 per mille sulla quale i Comuni potranno apportare un aumento o una diminuzione del 3 per mille

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