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Come affrontare il mercato del Forex

L’impazienza è uno degli errori più gravi che si possono fare nel mercato delle valute. Volere guadagnare denaro in maniera veloce ed impaziente è una cosa che non è possibile nel forex.

Il mercato valutario consente di avere degli interessanti guadagni, ma sicuramente il lavoro non deve essere fatto con fretta. La mancanza di pazienza, di regola, accompagna anche il rischio di investire denaro di cui non ci si può permettere la perdita.

Investire capitale che non è destinato agli investimenti è, infatti, un errore che alcuni trader fanno, in maniera particolare che è a corto di pazienza, appunto. Per investire in un qualunque mercato, che sia quello del forex o anche il mercato azionario, è assolutamente necessario avere un piano finanziario ben preciso. Stiamo parlando in questo momento non di una strategia di forex (cosa che in ogni caso è fondamentale per avere successo nel mercato delle valute) ma di piano finanziario personale.

Quando investiamo del capitale dobbiamo fare in modo che il denaro che stiamo investendo non ci sia necessario, ovvero che anche se dovessimo perderlo, non cambierebbe il nostro stile di vita, altrimenti avremmo sempre troppa fretta di fare un rapido profitto non essendo concentrati sul rendimento reale dei nostri investimenti.

Se si investe denaro di cui si ha bisogno, il rischio concreto è quello di finire per investire in maniera poco calma e facendoci condizionare molto dal pensiero di non dover perdere denaro. Il forex è un mestiere non facile, in cui si può riuscire con calma e conoscenza, ma non bisogna assolutamente perdere la testa. Ricorda, infine, che prima di investire denaro è necessario conoscere il mercato in cui si vuole entrare, oltre ad avere una strategia di ingresso ed una di uscita dal mercato. Dobbiamo praticamente fare trading nella maniera più calma e protetta possibile.

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Nuova recessione per la zona Euro

La zona euro si sta dirigendo verso la sua seconda recessione in tre anni mentre l’economia dell’Unione europea conoscerà quest’anno una fase di stagnazione.

Queste le previsioni della Commissione europea secondo cui l’Eurozona dovrà raddoppiare gli sforzi per risolvere la crisi del debito in cui si trova ormai da due anni.

L’esecutivo Ue ha annunciato Giovedì di aspettarsi una flessione dell’attività economica dello 0,3% nella zona euro per l’anno 2012, sotto l’effetto complessivo di una forte contrazione dell’attività prevista in Grecia, Portogallo, Italia e Spagna. La situazione in questi paesi, che hanno dovuto attuare politiche di austerità particolarmente severe, contrasta con quella dei due pesi massimi della zona euro, Francia e Germania, le cui economie dovrebbero crescere dello 0,4% e 0,6 %, rispettivamente.

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Come fare trading sul forex

Durante le ore in cui è possibile fare trading sul forex, i clienti possono effettuare degli ordini e inoltre utilizzare le funzionalità incorporate nella piattaforma per poter usare i limiti, gli stop loss e i trailing stop.

Inoltre si ha il vantaggio di poter fare trading via telefono, parlando direttamente con uno dei concessionari, disponibili tutto il giorno ad aiutarvi o a eseguire i vostri ordini qualora non fosse possibile a causa di problemi alla connettività internet.

Se dunque si è lontani dal computer o se si hanno dei problemi di altro genere, è possibile dare ordini telefonici, bisogna solo assicurarsi di avere tutti i dati di login al conto a disposizione, in maniera che la persona all’altro cavo del telefono possa operare per conto di chi ne fa richiesta.

Se si desidera chiudere una posizione, impostare un take profit o uno stop loss su una posizione esistente, all’utente verrà richiesto di fornire il numero dell’operazione. In caso di esito negativo dell’autorizzazione o se ci si rifiuta di passare attraverso questo processo, le istruzioni non saranno accettate. Una volta che tutti i controlli di sicurezza hanno avuto successo si può chiedere anche un preventivo per una particolare coppia di valute, ma si dovrà specificare la dimensione della transazione.

Quali sono gli orari più attivi per fare negoziazione Forex?

Sebbene i mercati sono aperti 24 ore al giorno durante la settimana di negoziazione, ci sono delle ore in cui si ha un maggior volume di scambi, così che si aumentino le opportunità di realizzare un profitto. Per i commercianti che desiderano operare di giorno, le ore più produttive sono tra l’apertura dei mercati di Londra, alle 08:00 GMT, e la chiusura del mercato americano, alle 22:00 GMT, ovvero dalle 9 alle 23 in Italia. L’ora di punta per la negoziazione è quando i mercati di Londra e degli Stati Uniti si sovrappongono, dalle 14 alle 17 italiane.

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La recessione si sta avvicinando

Fine di un’Eurozona a due velocità? La recessione si sta avvicinando velocemente, pronta ad attaccare tutti i paesi dell’unione monetaria. Questo è quanto emerge dai dati rilasciati Mercoledì 15 febbraio per il quarto trimestre 2011: il Prodotto Interno Lordo (PIL) dell’Unione monetaria si è ridotto dello 0,3%.

Un risultato un po’ meno mediocre rispetto al -0,4% atteso dalla maggior parte degli economisti, che tuttavia conferma lo scenario in cui si stanno muovendo i diciassette paesi membri di Eurolandia. Su base annua la crescita registrata è pari appena allo 0,7%. Tecnicamente una recessione è ufficiale dopo due trimestri di crescita negativa. Gli esperti di Deutsche Bank si aspettano che il PIL si contrarrà dello 0,4% nei primi tre mesi del 2012.

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Le operazioni di maggior profitto sono proprio quella a ribasso

Massimi e minimi discendenti su Euro/Dollaro concordano con l’andamento ciclico del momento ma non significano ancora downtrend: per quanto la situazione sia delicata non è ancora il momento di vendere allo scoperto nel medio periodo, anche se nel breve le operazioni di maggior profitto sono proprio quella a ribasso.

Secondo i cicli del mercato azionario (che sono strettamente correlati all’andamento di Euro/Dollaro) la fase discendente è iniziata con il top di Giovedì scorso ma la tenuta della media mobile a 200 periodi ha confuso il grafico facendo pensare ad un troncamento temporale. In realtà ora la situazione si è capovolta; abbiamo il cross al di sotto della media mobile a 200 ore che ha disegnato l’ultimo swing di massimo relativo in prossimità della media mobile a 100 ore dopo che la SuperTrend è andata in negativo.

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Le misure per superare la crisi dell’euro nel 2012

Il mercato dei cambi, torna ad occuparsi del caso greco … Ultimo episodio della tragedia (ormai quasi una sorta di “feuilleton”), i negoziati sulla soppressione di un parte del debito greco sono continuati nei giorni scorsi ad Atene tra il governo e i rappresentanti dei creditori privati e il capo della lobby bancaria globale (IIF) Charles Dallara. Nel frattempo, l’euro ha continuato a crescere rispetto al dollaro, assestandosi, lo scorso Lunedì, sopra 1,30 dollari in un mercato piuttosto ottimista, contro 1,2933 dollari di Venerdì.

Si noti che due altre attrici dell’attuale “soap finanziaria” si sono trovate nuovamente sotto i riflettori: da una parte Angela Merkel, il cancelliere tedesco che rifiuta di aumentare la partecipazione tedesca al MES (il meccanismo europeo di stabilità), cosa che non è sfuggito ad alcuno … E dall’altra Christine Lagarde che, da Berlino, ha scelto di presentare la sua visione per superare la crisi dell’euro nel 2012. Il direttore esecutivo dell’FMI ha invitato gli Stati della zona euro ad adottare un firewall più vasto contro la crisi … senza convincere però Frau Merkel.

I prezzi del petrolio sono rimasti sotto i 100 dollari al barile, dove erano rimasti Venerdì, in quanto gli investitori restano preoccupati per il calo della domanda di greggio e per i colloqui in corso sul debito greco. I dati forniti dall’American Petroleum Institute hanno dimostrato che la domanda di benzina negli Stati Uniti è sceso al livello più basso da dieci anni, a causa di un inverno mite e di una economia letargica.

Queste cifre hanno esercitato una pressione al ribasso sui prezzi del petrolio Venerdì. Inoltre, gli investitori hanno focalizzato la loro attenzione sulle discussioni relative al debito sovrano tra la Grecia ed i suoi creditori privati. I mercati avevano sperato che un accordo potesse prendere concretamente forma. La Grecia, che deve rimborsare 14400000000 di euro entro il 20 marzo se vuole evitare il fallimento, ha bisogno di 130 miliardi di nuovi prestiti promessi nel mese di ottobre dai suoi partner.

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L’Italia soffocata da un debito pubblico di 1.900 miliardi di euro

Rifinanziare qualcosa come 90 miliardi di euro di debito a lungo termine entro aprile sembra ormai un obiettivo a portata di mano per l’Italia, anche se il suo pesante fardello, sembrava destinato ad infettare l’intera zona euro, e ad aggravare la crisi della regione.

Nonostante la scure di Standard & Poor’s, che si è abbattuta infliggendo una raffica di downgrade ai paesi di Eurolandia, il Tesoro iberico ha saputo piazzare 6,6 miliardi di euro di titoli di Stato a medio-lungo termine (risultato nettamente superiore alle previsioni), in occasione dell’asta di giovedì. Lo stesso scenario potrebbe verificarsi anche in Italia, la terza maggiore economia della zona euro, soffocata da un debito pubblico di 1.900 miliardi di euro.

L’ammontare del debito che il Paese deve rifinanziare tra febbraio e aprile sembrava quasi ingestibile nel mese di novembre, quando la defezione degli investitori sfiduciati, costringeva Roma a pagare quasi l’8% per il rifinanziamento a tre anni. Ma da allora la situazione è migliorata.

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La soluzione per salvare l’Euro

Che l’Euro stia soffrendo non è certo una novità. Come non c’è nessuna novità nelle analisi che iniziano a girare sempre più volentieri in rete, che vedono come soluzione alla crisi del debito della zona Euro la parità tra le due valute più importanti del mondo.

Già da diverso tempo sosteniamo che il target previsto per il cross Euro/Dollaro è proprio quota “1″ che vedrebbe un ulteriore ridimensionamento del valore del cambio che ora viene scambiato ancora sopra a 1.2600, nonostante il crollo verticale del periodo precedente.

Oggi anche le dichiarazioni di Ricardo Caballero (professore di economia al Massachussetts Institute of Technology) e Francesco Giavazzi (docente di economia alla Bocconi ed al MIT) convogliano in questa direzione che non solo vedono come probabile, ma anche come l’unica possibile per salvare la zona Euro.

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Come guadagnare sul mercato delle valute in modo automatico

Da quando il Forex ha iniziato a diventare famoso grazie ad una massiccia campagna pubblicitaria seguita dall’offerta di una miriade di broker specifici per lo scambio delle valute si sono moltiplicati sul web prodotti dedicati alla famosa piattaforma Metatrader che promettono di guadagnare sul mercato delle valute in modo automatico.

Di questi EA (o trading system se si preferisce) pre-confezionati è pieno il web e ne troviamo in continuazione di nuovi, ma solo pochi resistono alla “prova del tempo” per chissà quale motivo e diventano dei veri e propri casi di discussione per le comunità mondiali di trader (o aspiranti trader) su internet.

La prima domanda che viene in mente quando ci si trova di fronte a prodotti simili è sicuramente “funziona?“.

La risposta per quanto la si cerca difficilmente si potrà trovare ed ora spieghiamo il perchè; si tende sempre a cercare certezze negli affari ma la verità è che le cose possono sempre andare diversamente da come previsto e per questo su internet troveremo sia chi parla bene di FapTurbo sia chi invece lo demonizza chiamandolo anche “scam”.

La verità è che si tratta di un semplicissimo sistema a “martingala” (quindi a raddoppio) che altro non fa’ che aprire posizioni raddoppiandone l’importo qual’ora le stesse vengano chiuse in perdita. Aggiungendo qualche semplice regola di money management ed un segnale qualsiasi di ingresso a mercato per la prima posizione, ecco che il trading system è pronto ed i guadagni, in determinate condizioni di mercato, sono assicurati. Se il mercato su cui il sistema è posizionato farà movimenti che costringono a più reverse di fila tanto che si finisce il margine per raddoppiare le posizioni allora il default è assicurato.

Secondo la teoria riconosciuta il “raddoppio” porta ad un rischio che diminuisce con l’aumentare del capitale (si intende in realtà il capitale relativo all’entità delle singole “giocate”) che ovviamente diventa zero nel caso teorico di capitale infinito; ecco quindi che avendo a disposizione un capitale limitato, l’uso dello stesso estremamente misurato ed un po’ di fortuna (o semplicemente la differenziazione degli investimenti sui vari cross) possono portare un sistema perdente sulla carta come un semplice raddoppio a concreti guadagni, dividendo l’opinione sui forum del settore.

In ogni caso, il problema dei sistemi è che per un rischio sopportabile il capitale da impegnare è veramente enorme e più questo viene “ristretto” più il rischio aumenta esponenzialmente, portando nel medio-lungo periodo una buona fetta di utenza a perdite insostenibili.

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Il 2012 sarà un anno difficile per l’intera zona euro

Il 2011 si chiude sulle rovine della crisi del debito sovrano della zona euro, e il 2012 non si annuncia sotto i migliori auspici. Una soluzione credibile e duratura sarà difficile da trovare e, soprattutto, richiederà tempo. Molto tempo. Il 2011 era cominciato in un clima di relativo ottimismo e intorno all’idea che la ripresa economica dopo la recessione seguita alla crisi dei “subprime” nel 2008, sarebbe stata modesta ma reale e che vi era la necessità di privilegiare di nuovo le attività rischiose.

Finita nel caos, la crisi del debito ha colpito anche l’Italia, che si finanziato al 7% a 10 anni contro il 4,8% di inizio anno. I “primi della classe” della zona dell’euro, ovvero gli stati con rating “AAA”, come la Germania e la Francia, sono in pericolo e rischiano di essere declassati dalle agenzie di rating. Esclusa fino all’estate 2011, la probabilità di un collasso della zona euro è ora parte degli scenari, e si traduce in particolare nei differenziali dei tassi a breve tra i paesi in difficoltà, come l’Italia oggi (5,0% a due anni), e i paesi del ‘nocciolo duro’ della moneta unica, in particolare la Germania (0,165%) e la Francia (0,574%). Una situazione anomala, in teoria, in un’unione monetaria.

Il 2011 è stato un annus horribilis. E la crisi dell’Eurosistema, che soffre di un eccesso di unione monetaria e di una insufficiente unione fiscale, sarà il fattore più importante per l’economia globale nel 2012. La lieve recessione, registrata alla fine dell’anno, continuerà nella zona euro anche nei primi mesi del 2012 con un possibile miglioramento nel secondo semestre.

La crescita continuerà, nel migliore dei casi, a restare apatica.

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Fitch abbassa il rating della Francia ma non tocca l’Italia

Il Ministro dell’economia e delle finanze, Baroin, ha “preso atto” della decisione dell’agenzia di rating Fitch di abbassare a negativo l’outlook della Francia, e ricorda la risoluzione del governo per contrastare il deficit del paese . Fitch ha inoltre annunciato di aver collocato i rating di Belgio, Spagna, Slovenia, Italia, Irlanda e Cipro sotto osservazione negativa. All’Italia al momento Fitch assegna un rating A+.

L’agenzia di rating Fitch Ratings ha declassato a “negativo” da “stabile” la valutazione del debito a lungo termine della Francia, pur mantenendo il rating “AAA”, la famigerata e preziosa tripla A, la migliore possibile. “L’outlook negativo indica che c’è una probabilità superiore al 50% di un declassamento del rating entro due anni”, ha detto l’agenzia.

Rispetto ad altri stati della zona euro, la Francia è più esposto ad una ulteriore intensificazione della crisi, continua Fitch. Tuttavia, la tripla A di Francia, che il paese difende in tutti i modi, è “sostenuta da una economia ricca e diversificata, dall’efficacia delle istituzioni politiche, pubbliche e sociali e dalla flessibilità di finanziamento”, ha precisato Fitch. Inoltre, il governo francese ha adottato “diverse misure per rafforzare la credibilità degli sforzi di risanamento dei conti pubblici”, ha concluso l’agenzia. Fitch non dovrebbe giungere a considerazioni finali sull’outlook negativo del paese “fino al 2013″, fatta salvo il caso in cui si verifichi “uno shock esterno, prevalentemente a seguito di un peggioramento della crisi nell’area euro“.

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Frena l’inflazione ma aumentano i prezzi dei prodotti alimentari

inflazioneSecondo l’Istat, il tasso d’inflazione annuo ha subito una leggera frenata nel mese di novembre, passando al 3,3% dal 3,4% del mese precedente. I dati definitivi rilasciati dall’Ufficio di Statistiche confermano le stime preliminari, registrando, su base mensile, un calo dei prezzi al consumo dello 0,1% rispetto a ottobre.

Il carrello della spesa, che raggruppa i prodotti acquistati con maggiore frequenza (un paniere di beni che va dal cibo ai carburanti), registra un aumento annuo del 4,2%, superiore a quello di ottobre (4,1%) e all’inflazione di novembre (+3,3%), rivelandosi il rialzo maggiore dall’ottobre del 2008.

Nel mese di novembre i rincari hanno interessato soprattutto le bevande analocliche e i prodotti alimentari, i cui prezzi sono cresciuti dello 0,7% su base mensile e del 3,1% in termini tendenziali.

In questo caso si tratta dell’aumento più significativo dal febbraio 2009.

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