L’impazienza è uno degli errori più gravi che si possono fare nel mercato delle valute. Volere guadagnare denaro in maniera veloce ed impaziente è una cosa che non è possibile nel forex.
Il mercato valutario consente di avere degli interessanti guadagni, ma sicuramente il lavoro non deve essere fatto con fretta. La mancanza di pazienza, di regola, accompagna anche il rischio di investire denaro di cui non ci si può permettere la perdita.
Investire capitale che non è destinato agli investimenti è, infatti, un errore che alcuni trader fanno, in maniera particolare che è a corto di pazienza, appunto. Per investire in un qualunque mercato, che sia quello del forex o anche il mercato azionario, è assolutamente necessario avere un piano finanziario ben preciso. Stiamo parlando in questo momento non di una strategia di forex (cosa che in ogni caso è fondamentale per avere successo nel mercato delle valute) ma di piano finanziario personale.
Quando investiamo del capitale dobbiamo fare in modo che il denaro che stiamo investendo non ci sia necessario, ovvero che anche se dovessimo perderlo, non cambierebbe il nostro stile di vita, altrimenti avremmo sempre troppa fretta di fare un rapido profitto non essendo concentrati sul rendimento reale dei nostri investimenti.
Se si investe denaro di cui si ha bisogno, il rischio concreto è quello di finire per investire in maniera poco calma e facendoci condizionare molto dal pensiero di non dover perdere denaro. Il forex è un mestiere non facile, in cui si può riuscire con calma e conoscenza, ma non bisogna assolutamente perdere la testa. Ricorda, infine, che prima di investire denaro è necessario conoscere il mercato in cui si vuole entrare, oltre ad avere una strategia di ingresso ed una di uscita dal mercato. Dobbiamo praticamente fare trading nella maniera più calma e protetta possibile.

La zona euro si sta dirigendo verso la sua seconda recessione in tre anni mentre l’economia dell’Unione europea conoscerà quest’anno una fase di stagnazione.
Fine di un’Eurozona a due velocità? La recessione si sta avvicinando velocemente, pronta ad attaccare tutti i paesi dell’unione monetaria. Questo è quanto emerge dai dati rilasciati Mercoledì 15 febbraio per il quarto trimestre 2011: il Prodotto Interno Lordo (PIL) dell’Unione monetaria si è ridotto dello 0,3%.
Massimi e minimi discendenti su Euro/Dollaro concordano con l’andamento ciclico del momento ma non significano ancora downtrend: per quanto la situazione sia delicata non è ancora il momento di vendere allo scoperto nel medio periodo, anche se nel breve le operazioni di maggior profitto sono proprio quella a ribasso.
Il mercato dei cambi, torna ad occuparsi del caso greco … Ultimo episodio della tragedia (ormai quasi una sorta di “feuilleton”), i negoziati sulla soppressione di un parte del debito greco sono continuati nei giorni scorsi ad Atene tra il governo e i rappresentanti dei creditori privati e il capo della lobby bancaria globale (IIF) Charles Dallara. Nel frattempo, l’euro ha continuato a crescere rispetto al dollaro, assestandosi, lo scorso Lunedì, sopra 1,30 dollari in un mercato piuttosto ottimista, contro 1,2933 dollari di Venerdì.
Rifinanziare qualcosa come 90 miliardi di euro di debito a lungo termine entro aprile sembra ormai un obiettivo a portata di mano per l’Italia, anche se il suo pesante fardello, sembrava destinato ad infettare l’intera zona euro, e ad aggravare la crisi della regione.
Che l’Euro stia soffrendo non è certo una novità. Come non c’è nessuna novità nelle analisi che iniziano a girare sempre più volentieri in rete, che vedono come soluzione alla crisi del debito della zona Euro la
Da quando il Forex ha iniziato a diventare famoso grazie ad una massiccia campagna pubblicitaria seguita dall’offerta di una miriade di
Il 2011 si chiude sulle rovine della crisi del debito sovrano della zona euro, e il 2012 non si annuncia sotto i migliori auspici. Una soluzione credibile e duratura sarà difficile da trovare e, soprattutto, richiederà tempo. Molto tempo. Il 2011 era cominciato in un clima di relativo ottimismo e intorno all’idea che la ripresa economica dopo la recessione seguita alla crisi dei “subprime” nel 2008, sarebbe stata modesta ma reale e che vi era la necessità di privilegiare di nuovo le attività rischiose.
Il Ministro dell’economia e delle finanze, Baroin, ha “preso atto” della decisione dell’agenzia di rating Fitch di abbassare a negativo l’outlook della Francia, e ricorda la risoluzione del governo per contrastare il deficit del paese . Fitch ha inoltre annunciato di aver collocato i rating di Belgio, Spagna, Slovenia, Italia, Irlanda e Cipro sotto osservazione negativa. All’Italia al momento Fitch assegna un rating A+.
Secondo l’Istat, il tasso d’inflazione annuo ha subito una leggera frenata nel mese di novembre, passando al 3,3% dal 3,4% del mese precedente. I dati definitivi rilasciati dall’Ufficio di Statistiche confermano le stime preliminari, registrando, su base mensile, un calo dei prezzi al consumo dello 0,1% rispetto a ottobre.