
Le commodities rappresentano dei solidi investimenti, soprattutto per chi ha serie difficoltà e grossi dubbi, nell’approcciarsi con la compravendita di titoli azionari, obbligazionari e derivati finanziari.
Le materie prime rispondono a quel requisito di certezza ed ubiquità che le caratterizza da sempre, nel mondo fisico che ci circonda. Per capire meglio l’argomento, possiamo dire che, questa particolare asset class può essere divisa in tre macrocategorie distinte: le “hard commodities”, e cioè metalli, quali oro, argento, platino, palladio, rame, alluminio, nickel e zinco; le “soft commodities”, dette anche “coloniali” quali zucchero, cacao, riso, grano, mais, cotone, legno, tabacco, caffè e bestiame; ed infine “gli energetici”, ovvero, olio combustibile, gas naturale, petrolio (brent e WTI), benzina, etanolo e gasolio.
Esistono, inoltre, apposite Borse Merci, dedicate alla negoziazione di questi prodotti: il London Stock Exchange, il Nymex di New York, il Chicago Mercantile Exchange. Su queste importantissime piazze d’affari, vengono negoziati giornalmente enormi quantitativi di materie prime, con i loro relativi prezzi.
La bellezza dell’investimento, in questi beni fisicamente tangibili, consiste nel fatto che garantiscono ancoraggio e stabilità, soprattutto in momenti di forte crisi macroeconomica, come quella che viviamo, dal 2008 ad oggi. I prezzi di tale asset class oscillano, infatti, sempre attorno ad un valore medio, cioè il valore reale: parliamo del cosiddetto “mean reverting” o regressione verso la media. In periodi di recessione economica, addirittura, possiamo notare una straordinaria correlazione inversa con i titoli azionari. Questo accade perché quando le transazioni precipuamente finanziarie latitano, gli investimenti nei beni rifugio aumentano, in maniera esponenziale. E allora, i bravi traders cavalcano le chiare trendlines: se la materia prima in oggetto è sottovalutata, compreranno una buona quantità di contratti, nell’attesa di un imminente rialzo, speculando sul prezzo al ribasso; se la materia prima è sopravvalutata, aspetteranno che i prezzi scendano e si attestino intorno al loro valore medio.
Ovviamente, tutti i classici ragionamenti sulla costruzione della strategia e sull’analisi tecnica sono intrinsecamente legati a modalità di trading online, caratterizzate queste ultime, da logiche di acquisto e rivendita, di chiaro stampo speculativo. Nelle Borse Merci, i contratti che hanno per oggetto le commodities, sono i CFD ( Contract For Difference) ed i Futures. I primi offrono il vantaggio di operare anche con pochissimi capitali di partenza; i secondi sono molto più rischiosi (e psicologicamente, più impegnativi), in quanto permettono di tradare con ampi livelli di leverage. A buon intenditor, poche parole….


Stai pensando di investire in un certo titolo ? Questo titolo ti sta sembrando molto attraente perché sta salendo molto velocemente. Come fai a sapere se stai pagando il giusto prezzo?
Per creare una strategia efficace occorre utilizzare delle regole simmetriche, semplici e vigorose. Per esempio, se si verifica un evento importante che porta all’incrocio delle medie mobili, allora si può acquistare o vendere, a seconda del tipo di incrocio che si ha. Quando si investe nel forex conviene sempre utilizzare degli indicatori di conferma, senza esagerare. Non oltre 3 indicatori è il numero ideale.
I prezzi dei titoli, che quotidianamente leggiamo sulle piattaforme di trading, similmente alle quotazioni Forex dipendono da una serie illimitata di variabili.
Un tempo si chiamavano “fondi monetari”, oggi si preferisce definirli fondi di liquidità, ma il significato è sempre lo stesso: sono dei fondi comuni di investimento che non possono investire in azioni di Borsa, ma soltanto in titoli a breve e brevissimo termine e obbligazioni).
L’imposta di bollo, vale a dire il tributo che grava su conti correnti e deposito, in passato legato alle comunicazioni inviate dalla banca alla clientela, è stata radicalmente ridefinita dal decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, il cosiddetto Salva Italia, varato dal Governo Monti all’inizio del suo mandato.

Negli ultimi anni i Conti deposito hanno offerto ottimi rendimenti tanto da esser entrati con prepotenza nei portafogli degli italiani, dai profili più prudenti a quelli più rischiosi.
L’ISTAT ha comunicato che nel nostro paese l’inflazione ha toccato il 3,2% su base annua. Un livello molto alto, che non è semplice riuscire a battere con un investimento finanziario a basso rischio.
Le polizze vita costituiscono una soluzione per coloro che sono alla ricerca di una fonte di rendimento unita alla protezione assicurativo-previdenziale.